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«Che bella partita, che bella vittoria»

di Luigi Vinceti
«Che bella partita, che bella vittoria»

Dopo la sconfitta in campionato il patron Stefano Landi ritrova il sorriso

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REGGIO EMILIA. «Che bella partita, grande vittoria, ci ha ridato morale. Io ero assente sabato e non posso giudicare quella gara, ma questa sera mi sono divertito tanto e parto per San Pietroburgo pieno di fiducia».

E’ il patron Stefano Landi che parla, visibilmente entusiasta pochi attimi dopo il fischio della sirena che ha sancito il successo sullo Zenit in Eurocup. Gronda sudore per i salti di gioia fatti in tribuna nella parte conclusiva dell’incontro, con il telefonino invia subito un messaggio con il risultato al figlio in America e sorride soddisfatto a chi gli è accanto.

Ieri pomeriggio la squadra reggiana è volata verso la Russia; oggi sarà lui a salire in aereo (insieme alla presidente, ai rispettivi coniugi ed una coppia di amici) alla volta della splendida città del Baltico dove, domani sera, si gioca gara due. Sognando possa essere quella decisiva. Passa infatti il turno chi azzecca due risultati. Se proprio dovesse andare male servirebbe un terzo scontro e questo, fortunatamente, di nuovo nella nostra città.

Intanto sa che lassù, nel Nord dell’Europa, ci sarà un clima (non solo meteorologico) diverso. Il coach dello Zenit, Vasily Karasev ha infatti confessato che il pubblico di San Pietroburgo è solitamente l’uomo in più della partita. E’ chiaro che è rimasto impressionato dal caloroso sostegno biancorosso registrato al Palabigi. Ed è proprio alla tifoseria della Grissin Bon che la presidente dedica il primo pensiero.

«Non ho parole – dice Licia Ferrarini – per raccontare le emozioni che mi ha fatto vivere questa magnifica serata di sport, in un palasport che frequento da una quarantina d’anni e che ora, rinnovato e pieno di entusiasmo, si è dimostrato una cornice ideale per un evento così importante. Merito, occorre dirlo, del patron Landi che da vent’anni assicura continuità a questa società ed a questa esperienza sportiva. Questa vittoria è un vero e proprio regalo alla città».

Poi lancia lo sguardo al parterre dove ci sono spettatori di rango, dai tecnici della Nazionale e di altri importanti club a dirigenti di altre discipline sportive. E aggiunge: «Scordiamoci per il momento il Campionato e dedichiamoci anima e corpo a questa magnifica avventura europea».

In effetti si fatica a pensare che quella vista contro lo Zenit sia la stessa squadra che ha giocato e perso sabato con i trentini. Per caso Max Menetti allena due squadre diverse?

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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