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La Grissin Bon freddata in Russia

di Linda Pigozzi
La Grissin Bon freddata in Russia

In Gara 2 lo Zenit cambia volto e ferma i biancorossi: si deciderà tutto mercoledì al Bigi

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REGGIO EMILIA. Lo Zenit ritrova se stesso e uccide la Grissin Bon sotto gli occhi del pubblico dello Yubileyny Sport Palace.

Nella seconda gara della serie dei quarti playoff, i biancorossi non riescono infatti a replicare la perfetta Gara 1, lasciano troppo spazio alle macchine da punti russe e soccombono nella seconda parte del match.

Nell’arena di San Pietroburgo Reggio regge infatti per due quarti, poi le sue barriere difensive si sgretolano, per crollare del tutto negli ultimi 5’ del match. La serie dei quarti playoff va quindi a Gara 3, in programma alle 20.30 di mercoledì 14 al Bigi. E nella bombonera di via Guasco si deciderà chi si qualificherà all’agognata semifinale playoff.

In Gara 2, la Grissin Bon ha provato a cavalcare l’onda lunga della prima gara della serie. E almeno nei primissimi minuti ci riesce: Reggio mette infatti subito le ali e la tripla in transizione al 2’ di Markoishivili, dopo i punti realizzati da Della Valle e White, porta al +5 (2-7) dopo un paio di minutini.

Lo Zenit sembra in tilt: White firma il +7 con i russi che producono solo dalla riga bianca (e pure poco). Cervi appoggia così, al 4’, il nuovo massimo vantaggio biancorosso (4-13).

La risalita russa arriva grazie a Simonovic che uscito dalla panca si fa subito sentire. I suoi 4 punti consecutivi sono ossigeno puro per i i padroni di casa. Voronov, ispiratissimo, ci mette poi il carico e lo Zenit recupera il divario e impatta (15 pari).

La lotta procede ad armi pari e la gara diventa equilibratissima. Della Valle, braccato e assediato come non mai, regala ai suoi un nuovo vantaggio ma Kuric ferisce la difesa reggiana per il +2 con cui la corazzata di Karasev chiude il primo periodo (19-17).

Ci prova, pur faticando moltissimo, la Grissin Bon a rialzare la testa. Nonostante gli sforzi, la difesa russa tiene e Reggio si trova a faticare davanti al tanta aggressività. Qualche fiammata dei biancorossi consente però loro di tenere ancora la gara in equilibrio. Alla metà del quarto, paga la scelta di Menetti di puntare su un quintetto piccolo. Markoishvili ha la mano calda e il suo gioco da tre punti, al 6’ abbondante, vale il +6 (29-35).

La fuga reggiana viene però presto fermata dai russi che si riavvicinano pericolosamente, mentre Della Valle languisce a bordocampo, lasciato in panca per lunghi minuti causa falli.

Malgrado il recupero russo, Reggio riesce comunque a chiudere in testa i primi 20’ (35-39).

Si riparte e lo Zenit s’innesca subito in contropiede regalandosi il miniparziale che porta al 41 pari al 2’. Della Valle fa 1/2 dalla lunetta (e l’errore è la notizia), poi si fa perdonare confezionando un assist al bacio per Chris Wright che da tre dice 41-45.

Non lo sa gestire però questo vantaggio, Reggio. Pesa l’ennesimo fallo in attacco di Cervi: lo Zenit ringrazia, riprende e quindi sorpassa gli ospiti con il talento Karasev. A metterci una pezza è il tonico Chris Wright che s’inventa un gioco da tre per il 50 pari. Un 4 a 0 troppo facile rilancia però lo Zenit che incrementa poi il vantaggio al 9’ del terzo quarto (61-54). Qui è provvidenziale il gioco da tre punti di Reynolds. Fallisce invece l’aggiuntivo Julian Wright, ma il suo canestro porta comunque al -2.

Reggio arranca difensivamente. Il potere devastante di Kuric, annullato in Gara 1, esce e l’americano spinge i suoi al 64-59 a un niente dal terzo gong. Due liberi di Candi chiudono poi il terzo periodo sul 64-60.

Dalle mani dei lunghi (Reynbolds e JuJu Wright) nasce il 4 a 0 che rimette pari la partita e regala alla quarantina di tifosi reggiani in trasferta, l’ultima illusione. Simonovic, con l’uomo addosso e da distanza siderale, ferma il buon momento reggiano. Spedito in lunetta da un antisportivo di Llompart, Griffin spinge poi sino al + 5 russo (69-64 al 3’). Voronov, ispiratissimo, manda Reggio sul -8. La Grissin Bon s’aggrappa a Reynolds, mentre di là Kurici infila canestri di puro talento. Fanno male i due gol di Whittington a cavallo della metà del quarto: è il doloroso +12 russo (82-70) che va virtualmente a mettere in archivio il match. Seguiranno 4’ di angosce reggiane, in cui neppure la zona 3-2 (extrema ratio) ordinata da Menetti riesce a fare il miracolo.

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