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la vittoria in grecia 

Per un giorno Maestri non fa il gregario

di Aldo Spadoni
Per un giorno Maestri non fa il gregario

LUZZARA. La Csf Bardiani è andata a cogliere in Grecia il suo primo successo stagionale con il 26enne luzzarese Mirco Maestri. Al suo terzo anno da professionista nelle fila del team diretto dalla...

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LUZZARA. La Csf Bardiani è andata a cogliere in Grecia il suo primo successo stagionale con il 26enne luzzarese Mirco Maestri.

Al suo terzo anno da professionista nelle fila del team diretto dalla famiglia Reverberi, il forte passista reggiano ha colto il suo primo successo in carriera aggiudicandosi la prima tappa dell'International Tour of Rhodes, 156,5 km da percorre nella parte nord dell'isola greca di Rodi.

Cresciuto ciclisticamente da giovanissimo con Team il Barba Gualtieri, quindi da allievo e juniores con il Team Airone Parma, Maestri ha iniziato da dilettante nella Podenzano nel 2012 quindi nel 2013 è passato alla General Bottoli dove ha colto due belle vittorie nella Freccia dei Vini e nel Trofeo Messapica l'anno successivo, mentre altri due successi arrivarono l'anno successivo nel Trofeo Alta Valle del Tevere e nel Gran Premio Santa Rita.

Il suo palmares tra i dilettanti si fregia anche di ben tredici secondi posti e sette terzi, la sua continuità di risultati spinse così Roberto e Bruno Reverberi ad ingaggiarlo lanciandolo subito nel 2016 nella Milano-Sanremo dove ebbe subito l'occasione di mettersi in mostra in una gara di 300 Km. considerata una delle classiche monumento del ciclismo professionistico.

Un ragazzo che grazie ai grandi sacrifici ed alla grande passione, il tutto circondato da una meticolosa professionalità ne hanno fatto in breve uno dei punti forti del Green-Team. In tre anni da professionista il luzzarese si è distinto per la dedizione al gregariato e le sue lunghe fughe, su tutte quelle alla Milano-Sanremo (2016 e 2017), nelle quattro tappe della Tirreno-Adriatico 2017 sfiorando la vittoria nella classifica a punti. Ma la grande avventura, il giorno della sua consacrazione, fu nel maggio dello scorso anno quanto nella 12^ tappa del Giro d'Italia con arrivo proprio a Reggio Emilia, dopo una lunga ed appassionante fuga dalla distanza non si arrese se non stremato appena dopo l'abitato di Masone quando il gruppo dei velocisti viaggiava a velocità doppia.

Grazie ai suoi attacchi, nel 2017 vinse la maglia della classifica dei GPM al Tour of Turkey. Uno dei segreti è sembra ombre di dubbio la sua famiglia che da sempre gli è stata vicino con passione ed amore, dal papà alla mamma, dalla moglie Giulia Barbi ai piccoli Leonardo ed Irene arrivata solamente un mese fa. Dopo la premiazione Maestri parla tranquillamente della sua vittora e del suo attuale primato in classifica: «La vittoria è un traguardo che ho sempre sognato di raggiungere, prima o poi, in carriera, realisticamente, però, un corridore con le mie caratteristiche fa fatica e solo con una fuga può sperare di farcela; oggi ho trovato le condizioni ideali con un percorso adatto, una fuga assortita, un grandissimo compagno di squadra e quel pizzico di fortuna che non guasta mai».

Poi sulla tappa. Maestri la ripercorre chilometro per chilometro. «Abbiamo iniziato la tappa sapendo che spettava a noi, come squadra, fare la corsa, la responsabilità è una forza, ma ti mette anche nella rischiosa posizione di non poter sbagliare, in particolare nel finale. Quando abbiamo capito che la fuga poteva arrivare, Simion era il favorito tra noi due; non potevamo però permetterci di ignorare gli avversari, Huppertz su tutti».



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