Gazzetta di Reggio

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«Non è tempo di piangere ora servono solo punti»

di Francesca Manini

Volley A2, l’appello del dirigente della Conad Loris Migliari dopo l’ennesimo ko «Il nostro potenziale non è in discussione, dobbiamo evitare i playout»

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REGGIO EMILIA. «Mi appello a tutta la squadra, tutta: è questo il momento di tirar fuori l’orgoglio perché la stagione non è ancora finita». Tornato dalla trasferta di Cantù con l’umore ai minimi storici, è il direttore marketing Loris Migliari a fare il quadro della critica situazione giallorossa chiedendo a titolari, panchina e allenatori un moto d’orgoglio che regali un finale di stagione che riscatti mesi di occasioni perse. Con la nuova formula del campionato di serie A2 a 24 squadre infatti la parola “fine” è ancora lontana dall’essere scritta: se la Conad dovesse confermarsi sul fondo del Pool B, dovrà affrontare lo spareggio con la nona del suo girone e con le prime due del Pool C per scongiurare i playout e, nella peggiore delle ipotesi, giocarsi poi tutta la fase retrocessione fino al 6 maggio. Intanto all’appello mancano ancora due gare del Pool B che, conti alla mano, nel caso di due vittorie consecutive potrebbero portare la Conad a quel sesto posto che vale la salvezza ora occupato da Mondovì con i suoi 15 punti.

Sono invece 11 i punti per i giallorossi, ora ultimi a -1 da Potenza Picena: domenica alle 18 al Bigi si batteranno con la Sieco Service Ortona, quinta a 17 punti, per poi chiudere proprio sul campo di Mondovì domenica 25 marzo alle 19.

Migliari, la strada verso la salvezza rischia di allungarsi. «Già, se ci limitiamo al Pool B la situazione è tragica ma dobbiamo ricordare che essendo nel Pool B abbiamo altre sette squadre dietro di noi nel Pool C. Questo lo dico per cercare di accendere quell’autostima che ora manca, vincendo le due gare che mancano il percorso potrebbe essere molto breve, dipende dalla nostra voglia di provare a raddrizzare la stagione. Bisogna pensare a un ostacolo per volta».

Intanto domenica al Bigi arriva Ortona.

«Non sarà una gara facile perché in questo Pool B anche il fattore campo, che ci ha aiutato nella prima fase, ha smesso di essere determinante. Ora la differenza può farla solo la squadra giocando con quell’adrenalina in corpo e quel sorriso sulle labbra che quest’anno si sono visti solo a sprazzi».

A Cantù un primo set dominato e poi una Caporetto da 3-1 con un secondo set da 25-16.

«Purtroppo siamo alle solite, i ragazzi sono partiti sul pezzo, concentrati, e poi per un paio di episodi si sono persi. Purtroppo l’andazzo di quest’anno è questo: si realizza un capolavoro, ci si porta in vantaggio e poi per un errore banale, una svista arbitrale o un fraintendimento in campo si perde lucidità. E alla fine la discontinuità si paga».

Non ci resta che…

«A piangere aspettiamo, il potenziale c’è e questo lo abbiamo sempre detto e lo confermiamo ma la squadra deve girare. Arrivati a questo punto non è più tempo di grandi discorsi, ci vogliono i fatti anche perchè se dovessimo giocarci lo spareggio per evitare i play-out, lì sì che il carattere non potrà mancare».

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