Gazzetta di Reggio

Sport

Atto finale al pala Bigi fra Grissin Bon e Zenit

di Linda Pigozzi
Atto finale al pala Bigi fra Grissin Bon e Zenit

Il tecnico Max Menetti: «Stasera ci aspetta una partita da vivere in trincea»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «L’ultimo lungo, faticosissimo, passo» sulla strada che porta alla semifinale, la Grissin Bon lo dovrà compiere stasera.

Il pala Bigi - che si prevede sfiorerà il sold out - sarà il teatro dell’atto finale della serie con lo Zenit San Pietroburgo, annullato proprio sulle gloriose tavole dell’impianto di via Guasco in Gara 1 ma vincente poi in Gara 2 nell’arena fra i ghiacci russi.

Stasera, invece, c’è la gara del non ritorno.

«Esperienza che abbiamo già vissuto» ammette alla vigilia il tecnico Max Menetti, sereno almeno in apparenza.

«Sappiamo bene ciò che ci aspetta - dice - ne abbiamo vinte e ne abbiamo anche già perse di gare di questo tipo. Quest’anno in partite da dentro o fuori come quella con il Bayern e quella con il Villeurbanne, siamo stati capaci di farcela. Speriamo che non ci sia il due senza il tre».

Il Dado è tratto. Cita il suo maestro Dado Lombardi, l’allenatore della Grissin Bon.

«Sarà una partita da elemetto e mimetica. Una partita da vivere in trincea - sottolinea riportando antiche parole del Dadone -. È con lo spirito da battaglia che dovremo giocare questa Gara 3 per continuare a difendere e sognare il grandissimo risultato di arrivare alle semifinale. Andando oltre ai temi tecnici e avendo vissuto la trasferta di San Pietroburgo, posso dire che la piccola Reggio vuole fare lo sgambetto alla grande metropoli: sfidiamo infatti una grandissima città che ha più di 5 milioni di abitanti e un campo sportivo grande come il Campovolo».

Nel Gotha europeo. Ma, ovviamente, c’è anche altro.

«Questa sfida ha anche un grande senso tecnico. Se ce la facessimo, saremmo fra le semifinaliste con Kuban, Darussafaka e una fra Kazan e Bayern, tutte squadre che hanno giocato praticamente sempre l’Eurolega. Kuban addirittura due anni fa ha disputato la Final Four. Essere lì in mezzo, sarebbe qualcosa di fantastico. Proprio per questo dico che tutti insieme dobbiamo vivere questo sogno, con una mentalità da trincea. E servirà l’aiuto di tutti. Lo Zenit è una squadra molto forte, ancora non s’è avuta la vera idea della sua forza perché l’abbiamo annichilita in Gara 1 e siamo stati molto bravi in Gara 2 a imbrigliarla per 35’».

Potenza offensiva stellare. Stasera bisognerà reggere per 40’. Necessario visti i valori tecnici degli avversari. Squadrone dagli esterni assassini e dalle tante mani capaci di centrare il canestro a ripetizione. E ne conosce benissimo la potenza offensiva, Max Menetti.

«Dovremo avere concentrazione, grandissima attenzione difensiva e fame davvero su ogni pallone. È riduttivo parlare di grande attacco contro grande difesa, anche se si affrontano due avversarie con caratteristiche ben diverse come dicono i numeri delle ben 18 partite giocate. I miei giocatori hanno grande rispetto degli avversari. Noi non dovremo compiere l’errore fatto in Gara 2 quando, a un certo punto, abbiamo lasciato che il ritmo andasse tutto dalla loro parte».

Della Valle stringe i denti. Il tecnico reggiano dovrà gestire al meglio Amedeo Della Valle che, disgraziatamente, non si presenta alla super sfida in condizioni ottimali.

«La mia squadra è mentalmente carica e fisicamente a posto, a parte Amedeo Della Valle che da quando siamo tornati dalla Russia praticamente non si è mai potuto allenare a causa di un problema alla schiena».

Il bomber soffre per una contrattura, rimediata proprio durante la seconda partita della serie in cui, va detto, nulla gli è stato risparmiato.

«Siamo comunque positivi - spiega Menetti - e pensiamo possa essere regolarmermente in campo. La verità è che da sabato che è praticamente fermo. Ha provato a fare qualcosa lunedì con buoni riscontri e anche oggi (ieri, ndr) lavorerà a parte».

L’attesa. La corsa ad acquistare i biglietti registrata già nelle primissime ore di prevendita, ha confermato che l’attesa per la decisiva sfida con lo Zenit è alle stelle.

«Dovremo lavorare per far diventare magica anche questa serata e realizzare anche questo grandissimo sogno. Attorno a noi c’è un ambiente positivo. C’è grande attesa, tremila biglietti volati via solo nei primi due giorni di prevendita e crediamo che arriveremo molto, molto vicini al sold out. Noi dobbiamo continuare a difendere un sogno per realizzarlo. Non ci sono trappole particolari perché partite di questo tipo possono girare per qualcosa che nessuno può controllare, come una fischiata o un episodio. Ma se c’è un ambiente di 4.500 persone che hanno lo stesso obiettivo, allora si può arrivare anche a fare l’ultimo, lungo, faticosissimo passo», chiude il coach, non senza enfasi.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google