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Il Roller Scandiano in festa coach Crudeli diventa CR5

Il Roller Scandiano in festa coach Crudeli diventa CR5

Hockey A1, al termine della partita contro i campioni d’Italia del Lodi il pubblico del PalaRegnani ha reso omaggio all’allenatore-giocatore 

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SCANDIANO. «Tutti in piedi, gioca Crudeli», il roboante coro dei tifosi scandianesi – supportati da quelli di Forte dei Marmi – risuona nel PalaRegnani di Via Togliatti, traboccante di pubblico, scandendo i titoli di testa all'ingresso in campo delle squadre del Roller Scandiano e del Lodi, che martedì sera si sono affrontate nella terzultima giornata di campionato. Un coro che non si udrà più, perchè salutava l'ultima partita da giocatore di Roberto Crudeli, allenatore del Roller. La sfida di Serie A1, è passata abbondantemente in secondo piano. Troppo importante era la celebrazione di una carriera che nella storia dell'hockey nazionale ha pochi eguali. Crudeli, a 54 anni, appende i pattini al chiodo (per dedicarsi esclusivamente all'attività di allenatore) dopo avere messo insieme una leggendaria collezione di trofei: 6 scudetti, 3 Coppe Cers, 3 Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Supercoppa portoghese, 2 Campionati Mondiali, un Europeo, un World Games e un bronzo olimpico.

Per l'occasione, dalla Toscana è venuto a tributargli gli onori – insieme ai familiari - un gruppo di tifosi del Forte dei Marmi, il club che vinse il primo scudetto della propria storia con lui nelle vesti di allenatore-giocatore. E l'orgoglio del pubblico scandianese, che ha visto questo eccezionale campione, uno dei più grandi hockeysti della storia nazionale, decidere di chiudere la carriera giocata (38 anni più 7 nelle giovanili) proprio con la maglia rossoblù, si è fatto sentire con un tifo che al PalaRegnani non s'era mai udito. "Grazie CR5" recita uno striscione (la maglia numero 5 l'ha sempre contraddistinto) completato da due cuori - uno rosso e uno blu. Per la sua ultima partita il calendario gli ha messo davanti un altro pezzo della sua storia sportiva: il Lodi, per Crudeli non è una squadra come le altre: a Lodi, come a Forte dei Marmi (dove è nato il 20 dicembre 1963), sono sempre in tanti a ricordarsi di quello che ha dato e a volergli bene. Anche per questo la festa di Crudeli è stata la festa di tutti. Ma proprio tutti. Compresi i tifosi avversari che lo hanno applaudito a lungo, assieme a quelli del Roller Scandiano con il quale Crudeli ha conquistato la matematica salvezza in Serie A1 giusto la settimana prima: «Per rispetto verso questa maglia - ha detto - non avrei potuto programmare la mia ultima partita da giocatore prima di avere raggiunto il traguardo che ci eravamo posti con la società». Crudeli è rimasto in campo 45 minuti, reggendo con autorità la sfida coi giganti dal petto scudettato. A fine gara la festa e le sue parole di saluto. «Come vorrei che il mondo dello sport e dell'hockey ricordassero la mia immagine di giocatore? Per l'onestà, la dedizione, il rispetto per la maglia e per gli avversari, l'amore per questo sport».



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