La Grissin Bon mai così in alto
I leoni biancorossi sbranano lo Zenit San Pietroburgo in Gara 3 e volano in semifinale
REGGIO EMILIA. È semifinale. È il punto più alto della storia del basket reggiano. Ed è la migliore Grissin Bon degli ultimi anni ad averlo raggiunto. La squadra che ieri sera ha battuto i russi dello Zenit ha giocato la gara in trincea che l’allenatore Max Menetti aveva chiesto alla vigilia. Domati i russi fra infinite sofferenze e con una esemplare forza di volontà, ma anche con lucide e coraggiose scelte tattiche della panchina, ora i biancorossi si giocheranno la storica semifinale con il Lokomotiv Kuban, schiacciasassi pazzesca che dalla sua avrà pure il fattore campo. Ma prima che inizi questa nuova avventura è bene fissare nella memoria la gara che ha reso possibile ciò che pochi mesi fa era utopia pura.
E non va dimenticato neppure quanto, già alla palla a due la tensione fosse già altissima.
Coach Karasev, costretto a rinunciare al fortissimo figlio Sergey, infortunato, punta su un quintetto inedito: Reynolds, Harper, Whittington, Valjev e Kuric. Menetti su Llompart, Markoishvili, White, Cervi e Della Valle, dentro nonostante i dolori per la contrattura alla schiena rimediata in Gara 2. Sin dalle prime battute Reggio fatica a contenere la forza d’urto dei russi, ma riesce comunque a restare attaccata (Markoishvili autografa al 4’ dai 5 metri il canestro del 6-8). Presto, però, lo Zenit, solido e incisivo, sale a + 9 (6-15) grazie a Gordon prima e a Voronov, mattatore di Gara 2, poi. James White ferma l’emorragia con un una tripla, cui segue il canestro da sotto di Della Valle. Il 5 a 0 spaventa Karasev che si precipita a chiedere minuto, mentre il Bigi è una bolgia. La Grissin Bon continua a crescere ed entra nell’ultimo minuto sul 17 pari. Mostra i denti pure Reynolds che conquista il vantaggio. Illusione che sfuma perché Voronov rimette i suoi avanti. A chiudere il quarto sul 20-22. dopo i liberi di Julian Wright, il contropiede vincente di Griffin. Ruggisce ancora per due volte Reynolds con la Grissin Bon a prendersi un meritato vantaggio, a inizio secondo quarto. Lotta, Reggio. Menetti prova la zona e poi torna a uomo per disorientare le bocche da fuoco russe. Esplode il Bigi sull’antisportivo commesso da Griffin su Della Valle. Il suo1/2 dalla riga bianca vale il 30-27. Poi, White dalla media porta all’esaltante +5 (32-27). E’ il momento della Grissin Bon. Cervi giganteggia sotto (35-27). Il +10 lo conquista Della Valle. Ma a zittire un Bigi esaltato sono le due triple di Simonovic e Voronov che approfittano con astuzia degli spazi loro concessi. Markoishvili e Reynolds mettono cesti importanti e la gara arriva alla pausa lunga sul vantaggio reggiano (45-40). Ha ancora testa e gambe negli spogliatoi la Grissin Bon a inizio ripresa. Troppo facilmente Voronov e soci si prendono un 7 a 0 che gela il Bigi. Reggio trova punti solo dopo 1’40” e solo dalla riga bianca (White per il 47 pari). Chris Wright mantiene i suoi in scia ma le sofferenze reggiane sono evidenti. I russi giocano duro e riescono nell’intento di far sprecar falli agli avversari. In lunetta, Voronov dice +4 (51-54), prima che, al 4’, i due Wright regalano il nuovo, importantissimo, vantaggio. Alla metà del quarto, il tabellone luminoso indichi 56-55. Qui, l’avanzata russa riprende a farsi pericolosa, Reggio forza tiri e si fa sorprendere troppo in difesa. Solo, in contropiede, Voronov appoggia il canestro che spinge i disorientati biancorossi sotto di 9 (59-68). La Grissin Bon però non si perde. Stringendo i denti, la truppa di Menetti risale ed entra nell’ultimo periodo sul -1. Il vantaggio se lo prende l’indemoniato Chris Wright: i suoi otto punti filati valgono il 76-71.
E’ però vivo, lo Zenit. Che punisce con Gordon e quindi Simonovic. Reggio è provata. Lo Zenit spinge e si riporta di nuovo sotto di due lunghezze. I liberi di Della Valle staccano i feroci russi (91-87). Il pathos è alle stelle quando Julian Wright firma il +5. Menetti rischia, giocandosela con un quintetto piccolo (Markoishvili da quattro). Della Valle, da brividi, mette la tripla del 96-90, ma Kuric si conquista un gioco da tre punti e la situazione si fa pericolosa. Manca 1’33”, il punteggio è di 96-93 e i quasi 4.300 del Bigi tengono il fiato sospeso. Julian Wright viene spedito in lunetta e non tradisce. Sbaglia però, a -1’, uno schiaccione impossibile. Kuric colpisce il ferro a -40” dall’arco. Mancano 27” quando Julian Wright riscatta l’errore e mette due punti d’oro. Kuric dà il colpo di coda, ma i liberi infilati dagli esterni reggiani conducono dritti dentro a un sogno.
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