La svolta di Panizzi «Non ero considerato Ora sento la fiducia»
Calcio serie C: l’orgoglio del difensore della Reggiana «Resto coi piedi per terrà perché ai primi errori torni giù»
REGGIO EMILIA. «Siamo un po’ dispiaciuti per come si era messa la partita di Fermo, ma non è mai facile vincere in questo campionato. Ora la testa è già alla prossima». Due gol di vantaggio all’intervallo non sono bastati per portare a casa i tre punti e per il reggiano Erik Panizzi tutto nasce da «un episodio che ha cambiato clamorosamente la partita, ma un errore può capitare a tutti e ci sta (alludendo alla papera di Facchin nel 1-2, ndr). Però non è stata come la gara persa in rimonta a Salò perché stavolta non avevamo concesso occasioni e la sensazione era di non prendere gol ma loro sul 2-0, non avendo nulla da perdere, hanno inserito più attaccanti e se non trovi subito contromisure e lasci spazi liberi diventa complicato. Peccato».
Addio al primo posto?
«Non è cambiato nulla perché se vinci e loro no il gap si abbassa. Ma 12 punti sono tanti e nelle partite da recuperare sono da conquistare sul campo, meglio guardare ad un concreto secondo posto che, per come partiti, sarebbe un gran risultato. Tenendo presente che avremmo una settimana di riposo in più rispetto alle terze ed una gara in meno per evitare infortuni e squalifiche. Il Padova ha fatto corsa a se e senza cali di rendimento, in più ci sono avversarie toste come la Samb, la Ferlapisalò, un Bassano in ripresa ed un Mestre dal campionato strepitoso. Pensiamo a battere il Gubbio e poi vedremo».
Gubbio gara insidiosa?
«Come il Santarcangelo o domenica scorsa, perché non c’è solo la tecnica in gioco ma ognuna ora pensa al suo obiettivo e bisogna dare qualcosa in più, tra l’altro nel Gubbio conosco Valagussa, Marchi e Pedrelli, tutti importanti per la categoria».
La mancanza del “mago” può farsi sentire?
«È importantissimo ma abbiamo una rosa competitiva, lo abbiamo appena dimostrato, e chi lo sostituirà sarà all’altezza. Guardate i due gol clamorosi fatti. Siamo consapevoli di poterle vincere tutte».
Per lei, invece, è il campionato della svolta?
«Prima, chiunque arrivasse, era considerato giocatore ed io no. Ma finché non senti fiducia non puoi dimostrare niente perché devi giocare a testa libera e senza pensare se ci sarà una partita successiva, altrimenti sei finito. Alla Reggiana sto benissimo: resto coi piedi per terra perché ai primi errori si torna giù».
Da reggiano, e tifoso, come vive le vicende extracalcistiche dell’ultimo periodo?
«Non mi piace parlarne. Sono contento di chi ci ha messo a disposizione questo stadio gioiello ma rispetto la volontà dei tifosi che si sentono messi in secondo piano e del presidente che ritiene gli siano successe cose non corrette».
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