Gazzetta di Reggio

Sport

Della Valle a rischio per la trasferta di domani a Pistoia

di Andrea Montanari
Della Valle a rischio per la trasferta di domani a Pistoia

Il bomber soffre ancora per la contrattura alla schiena «Con lo Zenit ho giocato grazie a una magia di Rocchi»

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Si è svegliato con il sorriso e la schiena dolorante. Dopo la sfida con lo Zenit, che si è fatta sentire non poco su un fisico già dolorante prima del match, il bomber della Grissin Bon Amedeo Della Valle rivive la sfide europea di due giorni fa.

Le condizioni della sua schiena non preoccupano, ma potrebbero costringerlo a saltare l’incontro di sabato sera sul campo di Pistoia. Uno stop in questo anticipo di campionato potrebbe proiettarlo con forze maggiori alla semifinale di Eurocup con il Lokomotiv Kuban in programma alle 17.30 (ora italiana) di martedì 20.

«Quella in Gara 3 contro lo Zenit ha un valore speciale perché non è la vittoria di un singolo, basata su qualche individualità, ma è il successo di un intero gruppo. Dallo staff tecnico alla società insieme a tutta la città di Reggio Emilia - ha dichiarato Della Valle -. È stata una giornata interminabile e ricca di emozioni di ogni tipo. Alle 12 pensavo di non poter nemmeno scendere in campo e alla fine della partita mi sono trovato in semifinale di Eurocup».

Al rientro dalla trasferta in Russia, la guardia della Nazionale aveva subito avvertito il dolore alla schiena che lo ha tenuto a rischio assenza per tutta la vigilia di Gara3.

«Davvero credete non avrei giocato quella partita? Per nulla al mondo mi sarei arreso. Da quando siamo tornati dalla trasferta a San Pietroburgo mi sono allenato pochissimo, ma non avevo alternativa. Nella rifinitura di mercoledì mattina ho provato a fare qualche tiro, ma niente, mi sono subito rimesso a sedere perché non ne ero in condizione. Da lì sono iniziate ore molto intense in cui la società con il suo staff medico e il Medical Center mi hanno dato un supporto decisivo. Sono stato aiutato nel riscaldamento al Bigi a preparare il mio corpo allo sforzo fisico e, in ultimo, una magia del dottor Rocchi mi ha dato la possibilità di giocare sentendomi meglio».

Sulla sirena finale si è sciolta la tensione e sul volto del biancorosso è comparsa tutta l’emozione del momento.

«Quando ho distolto l’attenzione dal campo e mi sono girato, il primo sguardo che ho incontrato è stato quello del Doc (Rodolfo Rocchi, ndr) anche lui in lacrime. Lì non ho saputo trattenermi - chiude - Ha fatto un grande miracolo. E lo ringrazio, così come ringrazio tutti quelli che si stanno prendendo cura di me in queste ore».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google