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Il Kuban è uno schiacciasassi con dieci titolari

Il Kuban è uno schiacciasassi con dieci titolari

La missione del tecnico Sasa Obradovic è vincere l’Eurocup e riportare il club in Eurolega

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REGGIO EMILIA. Dieci titolari con esperienza, tecnica e atletismo, la miglior difesa del torneo e la capacità di trovare sempre un protagonista diverso. Il Lokomotiv è la grande favorita per la vittoria di Eurocup e non lo è per caso: la formazione di Sasa Obradovic è squadra di elevatissimo livello, costruita usando al meglio le notevoli risorse disponibili. D’altronde si parla di una big ai vertici anche nella durissima VTB, la lega russa, e di una squadra che tre anni fa è arrivata alle Final Four di Eurolega. Kuban vuole tornare in Eurolega, vincere l’Eurocup è la strada più semplice e tutte le energie saranno destinate all’obiettivo, a partire dal confronto con Reggio. Anche per la brillantissima Grissin Bon di coppa, con rotazioni infinite ed enorme atletismo, questo è un ostacolo difficile anche solo da scalfire. In questa Eurocup, Kuban per ora è imbattuta, 18 partite e 18 vittorie con uno scarto medio attorno ai 14 punti. Il tutto senza stelle assolute, o meglio senza cavalcare un giocatore più di altri. È un Lokomotiv costruito in primis su una difesa tosta e aggressiva, che concede solo 68.33 punti di media ai rivali, miglior dato della coppa. In attacco, non mancano certo i solisti di livello assoluto ma anche un realizzatore fenomenale come Joe Ragland - tante volte giustiziere di Reggio con Avellino, Cantù e Milano - qui si ferma a numeri “normali”, 11.4 punti in 23’. Quello che conta è il sistema costruito da coach Obradovic. I russi sono in grado di spremere fisicamente ogni rivale e in attacco hanno sempre qualche elemento pronto a prendersi responsabilità. Le cifre sono quasi ingannevoli. Il miglior realizzatore sarebbe Broekhoff con 12.3 di media, ma il tiratore australiano rimarrà fuori a lungo per infortunio. Una perdita non da poco, ma non è che girandosi in panchina Obradovic non abbia alternative. Le altre punte sono Ragland e il tiratore russo Kulagin, che senza Broekhoff nei quarti di finale ha viaggiato a 26 punti a sera contro Gran Canaria, in una formazione che manda solo 3 elementi in doppia cifra di media, ma ne conta altri 7 fra i 6.5 e i 9.5 punti. Ed ha una panchina davvero infinita, con 12 giocatori veri. E c’è anche tanta Italia. Oltre a Ragland e coach Obradovic, sono passati dalla serie A il 3 titolare Mardy Collins, fvisto a Montegranaro, l’esterno ex Pesaro e Sassari Trevor Lacey e il centro titolare Elegar, ex Milano. Tutti parte di un ingranaggio in cui anche i più talentuosi stanno accettando di rinunciare a spazio e tiri per il risultato finale. Dietro all’ossatura formata da Ragland, Kulagin, Collins, Lacey ed Elegar, portano mattoni gregari americani di fisico ed esperienza come l’ala Chris Babb e il centro Qvale oltre ai Antipov e Khostov, gente navigata da anni di coppe e che difficilmente si può battezzare senza pagare un conto salato. (a.a.)



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