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L’atto di fede dei tifosi: «Noi ci crediamo»

di Luigi Vinceti
L’atto di fede dei tifosi: «Noi ci crediamo»

Basket Eurocup, supporter in fila allo stoRE per accaparrarsi gli ultimi biglietti del match di domani fra Grissin Bon e Kuban

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REGGIO EMILIA. Ormai ci siamo. Ancora poche ore poi per chi ama il basket ci sarà una delle sfide più importanti della storia della Pallacanestro reggiana: Gara 2 della semifinale playoff d’Eurocup. Nessuno sembra voler mancare all’appuntamento di domani sera nella sfida al Bigi con il Lokomotiv. Tanto che a ieri sera restavano solo 50 posti di gradinata non numerata. Ma chi li ha acquistati. «Persone di tutte le età - precisa Francesca Paolini consultando il computer con le prenotazioni - e in buona parte a giovani ragazze. C’è stato un autentico assalto ed ormai ci si deve accontentare degli ultimi posti disponibili che potrebbero andare esauriti anche prima del giorno della gara».

Molti gli ottimisti. «Io non manco alle gare di livello internazionale - ammette Marco Valentini, impiegato - e mi sono gustato i confronti con Gran Canaria, Bayern, Zenit. Non posso certo mancare questa volta. So che sarà dura ma alla fine vinceremo per 4-5 punti. In casa Della Valle è un’arma micidiale».

Habituè con la moglie a quasi tutte le gare casalinghe è l’avvocato Claudio Bassi. Confessa che in tribunale si parla spesso di calcio, ma anche la pallacanestro conta tifosi.

«Qui a Reggio - dice - la Grissin Bon è stata capace di risultati inaspettati perché la squadra è spronata al massimo dall’entusiasmo del pubblico. Di fronte però a dei colossi come i russi non mi azzardo a fare pronostici. So che ce la metteranno tutta e considero già un grosso successo essere arrivati fin qui, alle semifinali di Eurocup, traguardo che nessuno ipotizzava. Mi aspetto in ogni caso una bella gara».

Arrivano anche tre studenti del Liceo Moro: Riccardo, Laura e Simona. Due di loro temono che Reggio sarà sconfitta ma non manca un giudizio pieno di ottimismo. Verranno al pala da soli perché «L’ambiente è sicuro e li fa entusiasmare». C’è un’altra loro coetanea, Viola di Puianello studentessa alla Matilde di Canossa, che si dice convinta che la Grissin Bon ce la possa fare: «Della Valle sarà, come sempre, il mattatore».

«La palla è rotonda e possiamo vincere noi - aggiunge Anna Del Buono, mamma a tempo pieno - a condizione che i nostri ragazzi ci credano e non si facciano spaventare dalla fama degli avversari. Anche loro prima o poi perdono qualche sfida. Chi prediligo? Capitan Cervi è l’idolo».

Va oltre ogni previsione Roberto Immovilli: «A Cadelbosco noi diciamo che la prima partita è dei ragazzi; abbiamo perso là ma ora vinciamo noi. E poi andremo a batterli anche a casa loro. In partite come queste sia Max Menetti sia i suoi ragazzi compiere miracoli».

«Li teniamo sotto i 75 punti - pronostica Stefano Gabbi - e li battiamo se puntiamo sui tiri da tre e centriamo il 55% di almeno 25 tentativi. Quando ho preso il biglietto? Da oltre venti anni ogni partita è prenotato automaticamente».

«Sarà difficile ma le speranze di vincere in casa mi rendono ottimista - azzarda Gianni Ferrari - anche se poi, tornando là in Russia, non penso potremo proseguire. Quella diventa impresa disperata. Spero torni Della Valle e che sia comunque una bella dimostrazione d’orgoglio».

«Qui si può vincere - concorda Paolo Vezzani - perché il fattore campo ci può dare fiducia».

«Occorre un pizzico di fortuna e una prestazione super» dice Leandro Ambrogio .

Completa la carrellata Silvia Cucchi, atleta del salto triplo, mentre da mamma spinge la carrozzina di un neonato e rivela un piccolo segreto.

«So che la signora Ilde, mamma di Della Salda, prepara dei cappelletti beneauguranti per Max e gli atleti. Credo li abbia fatti, buoni come sempre, anche questa volta».



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