Gazzetta di Reggio

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Bum bum Della Valle rientra per fare sfracelli

di Adriano Arati

Dalla cartuccera il coach del team russo Sasa Obradovic può estrarre mille armi Oggi più che mai tutti i biancorossi dovranno giocare senza alcuna sbavatura

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REGGIO EMILIA. Duellanti al completo. Anche Amedeo Della Valle si unisce alla tenzone per gara 2, ed era difficile credere al contrario. Anche azzoppato, un giocatore competitivo come l’azzurro difficilmente avrebbe rinunciato. Con tutto il rispetto per l’Eurochallenge 2014, si tratta della gara più importante della storia europea di Pallacanestro Reggiana. Menetti avrà tutto l’organico a disposizione, quindi, e Della Valle avrà senza dubbio le mani piene, visto che nel ruolo il Kuban alterna la stella Kulagin, giocatore da Eurolega, un talento assoluto Trevor Lacey e Ragland. Un pacchettino mica da ridere.

D’altronde, di duelli gustosi oggi ce ne saranno tanti. In regia LLompart e Chris Wright affrontano proprio Ragland e Khovstov, a volte aiutati dal poderoso Kulagin. In Gara 1 Llompart ha sofferto molto la fisicità avversaria, mentre Wright ha approfittato della gara tosta per assaltare all’arma bianca in ogni occasione.

I rivali non sono mastini difensivi ma sanno dove spingere i registi per farli cadere nelle trappole tattiche allestite da coach Sasa Obradovic, e lo si è visto bene. Se usato da play Ragland è ovviamente meno pericoloso ma in 1 contro 1 solitario rimane immarcabile o poco meno.

Ancora più sugo in guardia, con Della Valle e il 20enne Candi a vedersela contro Kulagin e Lacey. Il russo è un esterno con muscoli da lungo, una notevole esperienza da Eurolega col Cska e sa sia usare i muscoli in area sia far male da 3. Lacey, anche se spesso poco vistoso, porta energia e buona tecnica mischiate a garretti atletici. Contro un Della Valle zoppicante saranno molto coinvolti in attacco, soprattutto vicino al ferro. Ma Amedeo sa comunque come far male, la sua solo presenza innalza la pericolosità perimetrale di Reggio e mai come questa volta il piemontese dovrà esser bravo a creare per sé ma soprattutto per gli altri. Alle maniere forti penserà come sempre Candi, che si conferma difensore di livello assoluto, sempre pronto a mettere intensità e cattiveria. Non punge in attacco, ma è fondamentale. Markoishvili e il vice De Vico sono pure loro chiamati agli straordinari. Il duo Usa formato da Collins e Babb ha buona pericolosità offensiva, anche dal perimetro, e garantisce cucitura ed equilibrio in difesa come in attacco. Nella prima partita hanno braccato Markoishvili togliendogli i suoi tiri, con Della Valle in campo la questione dovrebbe cambiare, e anche De Vico potrebbe trovare qualche spazio supplementare.

All’esordio il Kuban ha dominato sotto le plance e qualcosa qui dovrà cambiare. Come 4 titolare, coach Obradovic usa il veterano Antipov, ma non disdegna anche quintetti leggeri con Collins, mentre i minuti da centro sono divisi fra l’atletico Elegar e l’efficacissimo Qvale, dominatore di gara 1 con letture e gioco orizzontale. Sotto canestro il Kuban costruisce la sua difesa, intasando ogni spazio e mettendo corpi sui rivali in area e sui penetratori. White ha l’intelligenza per giocare negli anfratti, ma molto dipenderà da Julian Wright, l’unico che può fare la differenza in solitaria col suo atletismo. Al debutto è stato maltrattato, Reynolds e Cervi hanno saputo far male in avvio, ma il Kuban ha anche saputo adeguarsi rapidamente. Se JuJu si infiammasse, anche loro avrebbero vite più semplici.



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