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L’impossibile non esiste Grissin Bon devi crederci

di Linda Pigozzi
L’impossibile non esiste Grissin Bon devi crederci

Alle 20.45 i biancorossi costretti a vincere Gara 2 con i russi del Lokomotiv

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REGGIO EMILIA. Rovente come l’inferno e pieno come mai prima d’ora, il Bigi ospiterà stasera Gara 2 della semifinale playoff di coppa fra Grissin Bon e Kuban.

Ad aspettare i russi, saranno in 4.530, di rosso vestiti e da quanto si legge sui social, pure parecchio carichi.

Poi, naturalmente, ci saranno loro, i dodici uomini di Menetti che dovranno davvero calarsi nei panni dei diavoli. Perché per fare l’impresa nella seconda gara con i russi del Lokomotiv bisognerà essere spietati, oltre che tecnicamente perfetti.

Gara 1, persa con l’eloquente 82-65, ha mostrato un imponente gap fisico e pure un certo divario tecnico. Del resto la corazzata di Obradovic sinora ha rullato signori avversari, viaggiando a 19 vinte e nessuna persa. Per provare a fermarla e non uscire di scena, Menetti avrà anche Amedeo Della Valle, assente martedì in Russia causa dolorosa contrattura alla schiena.

Ieri, dopo sette giorni di terapie, il bomber si è riunito alla squadra e ha svolto buona parte della seduta di allenamento con il gruppo. Solo nel finale si è dedicato a qualche esercizio con il preparatore atletico Di Giovanni per non sovraccaricare la schiena.

Quindi, salve malaugurate sorprese dell’ultimo momento oggi Amedeo sarà della pugna.

«Si taglierebbe un braccio pur di esserci» scherza l’allenatore Max Menetti .

E sarà importantissima la sua presenza e necessari i suoi canestri, per provare ad allungare la serie e tornare in Russia per Gara 3, mercoledì 28.

E lì,poi, giocarsela meglio di quanto avvenuto nella gara d’esordio.

La carica. «Già al nostro ritorno a Reggio siamo stati investiti da una grande energia - spiega Menetti -. La partita è molto difficile per il valore tecnico degli avversari. Il 19 a 0 parla per loro. E naturalmente perché non abbiamo grandi alternative: siamo 1 a 0 e dobbiamo vincere per arrivare alla terza gara della serie. Già alla fine di Gara 1, negli spogliatoi, abbiamo iniziato a preparare questa sfida. Io parlo spesso di notte magica, quella di domani (oggi, ndr) lo è già magica, visto il sold out del Bigi e vista la fondamentale importanza della partita, noi vogliamo però renderla indimenticabile e dovremo lavorare tutti, in un fronte compatto e con grande coraggio, per riuscirci».

Di nuovo in trincea. La Grissin Bon torna quindi in trincea. Con la volontà di non fallire anche stavolta e veder così svanire il sogno, pazzesco, di una finale.

«Il primo assalto è andato male. Là, in Gara 1, siamo ci siamo dimostrati a tratti titubanti. Ma eravamo in dodici nella battaglia di Russia, ora siamo in più di 4.500 e dovremo fare un fronte compatto. Sarà una grande battaglia nella quale dovremo tutti mettere tutto ciò che abbiamo per uscirne vincitori».

Un fronte di 4.530 soldati. «C’è la grande soddisfazione del primo sold out del Bigi da quando è stato ampliato. Soddisfazione doppia perché questo sold out arriva in una notte di Coppa, segno che la città ha mentalità europea e io ne sono felicissimo. Ci dà grande carica e soprattutto ci fa sentire di avere le spalle coperte», rivela il coach.

L’arbitraggio sposta. Se c’è una gara che dovrà essere arbitrata con un metro tale che non consenta gli eccessi, è questa. Non è stata così Gara 1 quando i fischietti hanno permesso un gioco estremamente fisico con Reggio ha subito troppo.

Teoria che però Menetti (diplomaticamente?) non sposa.

«In Russia abbiamo subìto la loro energia e forse abbiamo dato l’idea di un arbitraggio che lasciasse andare un po’ troppo. Ma non è stato così. Eravamo noi che siamo usciti dalla trincea insicuri», rimarca.

E insiste: «Il Loko è estremamente aggressivo e noi dovremo essere estremamente fisici. Sarà una bella battaglia in cui una squadra con talento smisurato e un’aggressività sistematica che la porta ad avere una prima linea dall’impatto difensivo importante. Noi siamo invece un team che ha costruito la sua stagione sulla solidità e sull’organizzazione che la porta a trovare al suo interno tanti protagonisti diversi».

Il quintetto grosso. L’hanno invocato in tanti, martedì, vedendo i massicci russi fare a fette i reggiani. Ma Menetti non sembra orientato a puntare su un quintetto più fisico. Nella sostanza con Markoishvili da due, White da tre, Julian Wright da quattro e un centro di ruolo in campo, oltre al play.

«Anche se a priori non escludo niente, questa è una squadra che ha determinati equilibri da rispettare. In più questa sarebbe una soluzione che abbiamo provato veramente poco», chiarisce il coach.

Zonaccia letale. Lui, profeta della zona, sa che potrà sfoderare l’arma tattica che ha messo in difficoltà i russi in Gara 1: la 3-2. Pensare a un loro punto debole diventa difficile, ma dovremo farlo venir fuori - spiega Menetti -. La zona a questo livello è inusuale ma non credo che possa essere il granello che faccia andare in tilt i nostri avversari. Penso piuttosto a qualcosa di sistemico. Come ho detto, servirà compattezza e coraggio per fermarli».

E tornare in Russia a giocare per la finalissima.

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