Il Kuban si mangia la Grissin Bon
Supremazia russa anche in Gara 2: i biancorossi eliminati nella notte del record di pubblico
REGGIO EMILIA. Non scavalca il muro russo, la Grissin Bon. Anzi, a dirla tutta, viene travolta dai mattoni durante la scalata.
Reggio non fa il miracolo in Gara 2 e in finale, con indiscutibile merito, ci va il Lokomotiv Kuban. Si poteva far meglio? Forse sì, ma il muro costruito da coach Obradovic per possenza era oggettivamente invalicabile.
Nella notte del record di pubblico nel Bigi rimesso a nuovo (4.530 anime di rosso vestite) arriva comunque una standing ovation per la squadra e il suo condottiero.
Mai, in Europa, Reggio aveva volato così in alto. E la semifinale seppur conclusa con il secondo schiaffone in due gare è oggettivamente risultato pazzesco che resterà lì, a imperitura memoria, e che molto, molto probabilmente consentirà alla Pallacanestro Reggiana di mettere le mani su una wild card per la coppa la prossima stagione. Va però ribadito che pure nella seconda gara della serie, i biancorossi hanno subito l’impossibile. A rimbalzo, soprattutto, dove il conto s’è chiuso con un 18-39, ma la supremazia russa è stata evidente sui due lati del campo e il Kuban ha giganteggiato facendo piccoli i biancorossi. Il pubblico, invece, è grande. Come il boato che accompaga il nome di Della Valle, rientrato dopo il guaio alla schiena mentre viene annunciato in quintetto.
Nell’inferno rosso, si parte con Qvale che si mangia tutti, quindi Markoishvili e poi Reynolds si prendono il vantaggio.
Il 4-2 viene congelato fino al 3’ abbondante quando Collins infila due liberi. Reggio trova le chiavi per forzare la difesa russa: il gioco da tre di Candi, quindi l’appoggio di Markoishvili portano il raddoppio (8-4) quasi alla metà del quarto. Kuban viene messo più volte a tacere, prima che riesca a rialzarsi. E lo fa con violenza. Lacey, Collins e ancora Lacey portano la perfetta parità al 7’. I lunghi reggiani trovano varchi e Reynolds e JuJu Wright soffiano sulle vele reggiane (15-12). Mentre il Bigi esulta, Elegar gela gli animi con quattro punti che valgono il sorpasso concretizzato sul finire di primo quarto (15-17).
Alla ripartenza allunga Collins ma, con gran faccia tosta, Candi si riavvicina. L’arbitraggio non aiuta e il Bigi ribolle. Il muro difensivo russo è imponente e Reggio non riesce a produrre nulla di nulla dall’arco (0/4 dopo 15’ di gioco). Un paio di buone difese biancorosse e un gol dalla media di Nevels fa scavalcare ai suoi quota 20 (21-26). La risposta del Lokomotiv è però imponente: Ragland e quindi Elegar scattano sul +9 (21-30).
Lasciano troppi varchi ai russi, Della Valle e soci. Ma c’è anche altro. C’è un’imbarazzante supremazia ospite sotto le plance a spostare gli equilibri.
Quando, al 7’, Ragland sgancia la bomba del +14, gli uomini di Menetti sono in evidente sofferenza e i dong del ferro si moltiplicano, mentre di là si fa ciuff con troppa facilità. A un minutino all’intervallo Babb tocca quota 39 (e la Grissin Bon è ferma a 25). Il quarto, fortunatamente, si chiude con il gioco da tre di Julian Wright che rende meno angosciante il divario.
Sul -13 (28-39) si torna in campo e, un sospiro e mezzo dopo, ed è già -15. E poi, con il libero di Babb, -17. Della Valle si procura due liberi. Quindi White si fa sentire, entra, sgomita, si procura pure un fallo, dopo un canestro d’oro. Così il suo gioco da tre porta al nuovo -12 (34-46).
Reggio è in fiducia e neppure la tripla letale di Lacey sembra spegnere gli entusiasmi. Rotto finalmente il ghiaccio, Della Valle infiamma il Bigi con quattro punti. La squadra lo segue e, al 6’, dopo tanti patimenti la Grissin Bon torna sotto i dieci punti di scarto (40-49). Abbaiano però di nuovo i russi (4-0, di prepotenza), Ragland – antico incubo di via Guasco e non solo – è ormai on fire con i reggiani a subire e a sprecar falli per porre un freno alla fuga russa (antisportivo di Chris Wright). E’ proprio l’ex Avellino, antico incubo del popolo di via Guasco, a fissare il 42-58 che chiude il terzo periodo. Son caldi gli animi e non solo in curva. Il Bigi esplode sulla tripla, la prima a segno dopo undici tentativi falliti, di Nevels al 2’ dell’ultimo quarto. Ci prende gusto, l’americano. Che a ripetizione punisce la corazzata ospite per il 47-63. La locomotiva russa non perde però terreno e continua a procedere spedite. A 3’ dal gong le due triple di Markoishvili, quelle che portano il punteggio sul 58-69, saranno l'ultimo brivido dell’Eurocup 2017/18 della Grissin Bon.
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