Gazzetta di Reggio

Sport

A Pordenone la Regia sfida un altro tabù

di Juri Panciroli
A Pordenone la Regia sfida un altro tabù

La squadra granata, che soffre in trasferta, al Bottecchia non ha mai vinto: Cesarini in panchina pronto a subentrare 

2 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Con quella odierna al “Bottecchia” di Pordenone (ore 16.30) sono otto le gare che mancano al termine della stagione regolare dei granata, sette da calendario ed il recupero col Mestre dell’11 aprile, equamente suddivise fra il fortino del “Città del Tricolore” e in trasferta, e portano in dote 24 punti che possono variare gli equilibri di una classifica corta –e sempre condizionata dai due turni di riposo sfalsati previsti per ogni squadra.

Il primo posto -invero ancora raggiungibile- è meglio accantonarlo per un po’ perché non dipenderà solo dai risultati della Reggiana che, tra l’altro, ha già perso qualche ottima occasione per avvicinare ulteriormente. La speranza è che quel Reggiana-Padova di fine aprile possa valere un intero campionato ma intanto è bene concentrarsi sulla partita di oggi, -inutile aggiungere- da interpretare come una delle otto finali rimaste. Per la seconda volta in settimana si gioca fuori casa, dove Facchin e compagni non hanno raccolto molto quest’anno in confronto alle mura amiche, però le uniche due vittorie esterne arrivate finora hanno rappresentato per il club di via Mogadiscio tabù infranti in stadi storicamente mai violati: a Bassano prima e Vicenza poi.

Incrociando le dita, anche a Pordenone non ha mai vinto. E proprio come le due vicentine, la squadra di mister Fabio Rossitto era stata costruita con uomini di qualità per vincere il campionato e giocoforza, anche in virtù di una posizione in graduatoria piuttosto arretrata ed alla presenza del pubblico amico, dovrà fare lei la partita senza nascondersi dietro all’ostruzionismo o all’agonismo puro messi in campo, ad esempio, mercoledì dal Fano. Squadra che gioca e lascia giocare, insomma, e i maggiori spazi che verranno a crearsi su alcune zone del campo dovranno essere gestiti a dovere dai granata, cercando con lucidità la finalizzazione. A proposito di moduli, 4-4-2, 4-3-3 o 4-3-1-2: i “ramarri” sono una squadra camaleontica che sa adattarsi all’avversario anche in corso d’opera e proverà a scardinare la difesa meno battuta del torneo con elementi del calibro di Berrettoni, Gerardi e l’ex Parma Nocciolini. In Friuli c’è attesa per il ritorno dell’idolo Cattaneo.

Nella rifinitura di ieri mister Sergio Eberini ha mischiato ancora le carte e deciderà all’ultimo il suo undici. Le certezze sono l’assenza per squalifica di Riverola, le indisponibilità di Napoli e Bobb e il modulo 4-3-3.

Cesarini sta bene ma non lo si vorrebbe rischiare subito quindi potremmo vedere la coppia Cianci-Altinier supportata da “veleno”, tornerà Genevier a dettare i ritmi della mediana mentre c’è l’imbarazzo della scelta sulla linea difensiva.

Vincere spazzerebbe via le critiche da trasferta e darebbe tanta autostima.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google