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La rinascita non c’è L’Italia resta appesa alla scelta del ct

di Andrea Gabbi
La rinascita non c’è L’Italia resta appesa alla scelta del ct

Di Biagio attende, Fabbricini: «Dobbiamo trovare il meglio» Costacurta chiede tempo: «Il 20 maggio avremo il tecnico»

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Era una Nazionale di secondo livello (scarso), per questo non siamo andati al Mondiale (giustamente). Lo è ancora ed era difficile immaginarsi il contrario. La sconfitta con l’Argentina nel primo esame post bufera apocalittica della Figc è servito semplicemente per rimarcare un concetto già evidente: è un momento terribile per il nostro calcio.

La grana ct. È innegabile che all’Italia serva un allenatore vero, un commissario tecnico di livello. Non di nome, attenzione, ma di livello. Un uomo di campo capace di infondere cattiveria e gioco senza poter allenare realmente la squadra. Le battaglie (inutili purtroppo) portate avanti da Cesare Prandelli ai tempi che furono ormai non contano più. Conta trovare qualcuno in grado di lavorare per il bene comune, cioè per la maglia azzurra. Le parole del commissario federale Roberto Fabbricini dopo la disfatta di Manchester sono chiare: «Abbiamo l’obbligo di trovare il meglio su piazza». Quattro personaggi in corsa, tutti diversi. Carlo Ancelotti e Roberto Mancini per il rinnovamento, Claudio Ranieri per una svolta più soft ma anche più vicina alla “pancia” della gente. Ma in pole c’è sempre lui, Antonio Conte. Decisivo per l’ex ct il finale di stagione con il Chelsea, ma le sirene azzurre sono evidenti.

Limbo Di Biagio. Chiaramente in tutto questo marasma c’è la figura di Gigi Di Biagio che dovrebbe tornare a giugno a guidare l’Under 21. Anche per lui non deve essere un momento semplice e il continuo parlare di altri personaggi non aiuta. In questo senso ieri sono arrivate le parole di un grande ex come Antonio Cabrini. Uno che di Figc se ne intende visto che fino a pochi mesi fa era alla guida della squadra femminile: «Le parole di Fabbricini sulla ricerca del futuro ct mi sono sembrate una mancanza di rispetto nei confronti di un allenatore che sa già di essere un traghettatore. Non erano parole al posto giusto nel momento giusto». A correggere il tiro federale ci ha pensato Billy Costacurta: «In Italia ci sono grandissimi allenatori, è chiaro che il 20 maggio saprete chi sarà il nuovo tecnico. Se avremo la possibilità di prendere qualcuno più bravo di Di Biagio, lo prenderemo. In ogni caso Di Biagio è un tecnico federale che conosce benissimo tutti i giocatori, è migliorato anno dopo anno».

Oltre la panchina. C’è poi il problema personalità. Una squadra senza anima deve potersi appoggiare a uomini tosti, uomini di esperienza. Gente come Marco Verratti, uno dei migliori centrocampisti in circolazione che però ha stentato per l’ennesima volta in maglia azzurra. Tocca darsi una svegliata, perché se è vero che l’Italia ha toccato il fondo è altrettanto vero che c’è sempre modo di scavare.

Le scelte future. In attacco ci mancano centimetri, cattiveria e senso del gol. Doti che avrebbe un Andrea Belotti in forma, ma da mesi il Gallo non è al meglio e anche in nazionale non sta entusiasmando. Insigne che sbaglia gol già fatti, Ciro Immobile che a volte c’è e a volte sparisce. In tutto questo Mario Balotelli da un po’ di tempo sta facendo discretamente bene in campo e soprattutto fuori. In molti storceranno il naso, ma il bomber del Nizza a questo punto merita un’altra occasione.

Prossima tappa: Londra. Prima che il mondo del pallone torni a pensare al campionato e alle coppe europee ci sarà ancora una tappa azzurra. Quella di martedì nel tempio sacro di Wembley contro l’Inghilterra. Il ct Gigi Di Biagio avrà la sua ultima chance per dimostrare di non essere solo un traghettatore. Lo farà cambiando qualche elemento rispetto alla sfida con l’Argentina. Gigio Donnarumma in campo al posto di Buffon. Pellegrini e Zappacosta, entrati in corso d’opera a Manchester, si giocano un posticino tra i titolari alla pari di Cutrone. In campo pure Ogbonna e Darmian. Come esterno oltre a Candreva potrebbe trovare spazio pure Verdi.

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