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L’Eurocup ha dato identità alla Grissin Bon

di Adriano Arati
L’Eurocup ha dato identità alla Grissin Bon

Le statistiche dimostrano che nel girone di ritorno la squadra di campionato produce e difende quasi come in coppa 

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REGGIO EMILIA. Una squadra che fa giocare male le avversarie, le contiene, le spolpa di tanti palloni e in attacco riesce sempre a trovare un buon protagonista.

Col passare dei mesi e il recupero degli infortunati la Grissin Bon ha iniziato ad avere un’identità sempre più uniforme, dopo un periodo in cui ai picchi anche statistici dell’Eurocup corrispondevano gli abissi della serie A. D’altronde, anche in campionato le cose sono cambiate parecchie, nelle 6 partite sinora disputate nel girone di ritorno ci sono ben 5 successi e un solo tonfo, quello interno con Trento al rientro dalla lunga sosta. In Eurocup si chiude con 11 vittorie e 10 sconfitte, 6 vittorie e 5 ko nell’anno nuovo compresi ovviamente quelli col fortissimo Lokomotiv che hanno sancito la fine della corsa continentale.

In questo cammino i biancorossi hanno trovato una loro identità precisa, lontanissima a dire il vero dalle impressioni di inizio stagione. La Grissin Bon è una squadra potente e tostissima che fatica a lasciare ai rivali 75 punti di media, organizzata in difesa, amante dei ritmi bassi e pronta in attacco ad affidarsi a pochi principi: gran parte poi spetta alla creatività dei vari Della Valle e Markoishvili e all’efficacia del pacchetto lunghi.

Molte cifre si sono quindi andate a conformare fra le due competizioni e oggi, con 21 match giocati per fronte, è possibile un raffronto. In Eurocup Reggio ha viaggiato a soli 75.43 punti di media, penultimo attacco del torneo, ma in compenso ne ha concessi solo 75.52, quarta difesa, con il Budocnost terzo a 75.22. Meglio fanno solo le corazzate Lokomotiv e Darussafaka, non a caso in finale. In pratica la Grissin Bon ha “pareggiato”, ma considerando alcune sconfitte larghe nel primo turno e invece le tante vittorie in volata il bilancio è più che positivo.

In campionato si fa un poco peggio. I biancorossi hanno il terzultimo attacco, 75.7 di media, bilanciato dalla quinta difesa, 76.4 concessi. Con una forbice un poco più ampia, anche qui si pareggia. La differenza però è il livello delle rivali. Nelle prime 10 gare di campionato, quelle che ora incidono sulla classifica, Reggio è rimasta 6 volte sotto i 70 punti e in altre due occasioni ne ha messi 71. Al conto ci sono poi i 95 del suicidio interno con Pesaro e i 90 del massacro vittorioso con Pistoia. Troppi alti e bassi contro avversarie in molti casi abbordabili, mentre in Eurocup non ci sono mai stati veri cedimenti. L’assetto uscito dal mercato ha sistemato molte questioni, e Reggio è diventata una formazione in grado di recuperare molti palloni e di far tirare male i rivali. In campionato i biancorossi scippano 8.5 palle di media, primissimi, in Eurocup sono sesti con 7.62. Un buon dato, così come quello sulla percentuale concessa da 3 punti. In coppa ha fatto benissimo, solo il 32.77% concesso, quarta migliore nella specialità dietro alle onnipresenti Lokomotiv e Darussafaka. In campionato si “ferma” a un comunque discreto 35.5%, altra conferma della capacità biancorossa di aggredire sul perimetro. In questo contesto, le cifre individuali non hanno inciso particolarmente, con l’ovvia eccezione di Della Valle, addirittura dominante in Eurocup (17.5 di media): il titolo di miglior realizzatore gli verrà però scippato dal fenomenale Wilbekin del Darussafaka, autore di 41 punti in gara 2 contro il Bayern e ora vicino ai 19 di media. In campionato come in Eurocup Reggio ha soli 3 elementi in doppia cifra ma altri 3 fra gli 8 e i 9 punti ed altri fra i 5 e 7. Dietro alle stelle, tutti han dato una mano.



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