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La Regia dice addio al sogno primo posto

di Roberto Piccoli
La Regia dice addio al sogno primo posto

A Pordenone non basta un super Cattaneo, difesa colabrodo

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PORDENONE. La rincorsa al primo posto si ferma al Bottecchia. Non è bastata la doppia (anche tripla se si considera il guizzo nel finale) reazione della Reggiana, perché una delle partite più pazze dell’anno l’ha vinta il Pordenone. I ramarri hanno approfittato di qualche ingenuità di troppo della difesa emiliana ma soprattutto del folle gesto di Ghiringhelli che ha lasciato i suoi in dieci per oltre mezz’ora a causa di un intervento a piede a martello su Zammarini.

Non è bastata nemmeno la doppietta da ex di Luca Cattaneo; dall’altra parte ne ha fatti due anche Gerardi. Così, dopo nove risultati utili consecutivi ed una rimontona incredibile con Eberini in panca, la Reggiana riassapora il gusto amaro della sconfitta. Carlini e compagni non perdevano dal 22 dicembre, nel match con la Feralpisalò, valido per la prima giornata di ritorno.

GARA SCOPPIETTANTE. Che il pareggio fosse il risultato meno cercato dalle due squadre lo si capisce sin da subito: ritmi alti, forte pressione e ricerca costante degli attaccanti, sia da una parte che dall’altra. Nel primo tempo, se ci fosse stato un termometro a misurare la gara, sicuramente avrebbe raggiunti i due picchi più alti intorno al 10’ e intorno al 25’. Sono stati i due momenti della partita più belli, più vivi. Il Pordenone chiamava e la Reggiana rispondeva. O meglio: Gerardi chiamava e Cattaneo rispondeva. Ed è accaduto per ben due volte in nemmeno mezz’ora. Trenta minuti avvincenti ed apertissimi, per merito sicuramente del gioco offensivo che producono le due formazioni ma anche per i demeriti di due difese alquanto ballerine. Basti pensare che sull’1-0, la retroguardia della Reggiana non ha saputo leggere un cross potente e tagliato di De Agostini che è stato tramutato in rete dallo spietato Gerardi. Nemmeno il tempo di esultare che l’ex più atteso della sfida, salutato con tanto di striscione al Bottecchia, raccoglie un rinvio corto di Formiconi e scaraventa in porta il gol del pareggio. Lui sì che non esulta, anche perché la partita è apertissima. La Reggiana, raggiunto l’1-1, sembra essere sul pezzo e guadagna metri soprattutto sul fronte destro dove la catena Ghiringhelli-Bovo-Cattaneo dà grosse apprensioni al Pordenone. I cross che arrivano da quella parte sono tantissimi (uno fra l’altro aveva propiziato anche il gol) ma non raccolti dagli attaccanti. BELLE STATUINE. Così i ramarri, senza neppure saperlo, rimettono il muso avanti al 25’, sugli sviluppi di un angolo dove la difesa emiliana gioca alle belle statuine. De Agostini colpisce male, Formiconi tiene vivo il pallone e Gerardi, con un facile tap-in, fa 2-1. Un vantaggio che dura qualche secondo in più rispetto al primo, perché dopo nemmeno tre minuti Cattaneo pareggia di nuovo con una sua azione classica: partenza da destra e sinistro che trova Mazzini fortemente impreparato.

MANCA LA REAZIONE. L’avvio del secondo tempo è analogo a quello del primo tempo. Si riprende a giocare mettendo i nervi da parte e per il Pordenone è una gran notizia perché trova in men che non si dica anche il 3-2. Protagonista della ripresa è Zammarini che prima costringe Facchin ad un intervento efficace, poi piazza il colpo. Il giovane centrocampista approfitta di una svirgolata di Genevier in area e batte il portiere in girata. Stavolta, rispetto al primo tempo, non c’è l’immediata reazione degli emiliani che vengono traditi al quarto d’ora da Ghiringhelli. Il terzino destro si rende autore di un intervento killer su Zammarini, un piede a martello che l’arbitro non gli perdona e finisce direttamente negli spogliatoi. Eberini corre ai ripari, passa al 4-3-2 affidandosi a Cesarini accanto ad Altinier, ma senza Cattaneo la Reggiana non è più pericolosa. Il Pordenone fa incetta di occasioni, ne costruisce almeno tre-quattro. L’undici di Rossitto abbassa i ritmi e rischia pochissimo, se non al 34’ su un’incornata di Bastrini che termina di poco alta. L’ultimo picco alto della sfida lo si vive a ridosso del 90’. De Agostini, in mischia, sembra far scorrere i titoli di coda; Altinier s’inventa un pallonetto incredibile ad inizio recupero e decide di tenere la partita viva fino al triplice fischio. Ma con esso sfuma probabilmente anche il sogno della promozione diretta.

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