Gazzetta di Reggio

Sport

Per Cattaneo gol e applausi Il Bottecchia lo ama ancora

Per Cattaneo gol e applausi Il Bottecchia lo ama ancora

Il fantasista accolto con uno striscione e tanti cori: e lui dopo le reti non esulta «Ci siamo trovati sempre a dover inseguire. L’espulsione ha cambiato tutto»

2 MINUTI DI LETTURA





PORDENONE. Prima di tutti, parla il capitano. Perché è vero che l’uomo più in vista della Reggiana è stato senza dubbio Luca Cattaneo, ma lo è altrettanto il fatto che la sconfitta del Bottecchia abbia imposto una seria presa di responsabilità. La palla, quindi è finita tra i piedi di Gael Genevier, il primo a presentarsi ai microfoni nel post-partita. Il numero 7 della Reggiana non ha voluto girare attorno al problema. «Analizzeremo tutto - ha detto il capitano - perché si è trattato di una sconfitta pesante. Dovremo essere bravi a usare la rabbia per recuperare. Cerchiamo delle risposte e guardiamo avanti, non possiamo fare altro. L’espulsione? Può capitare, si è trattato di un brutto fallo, ma non credo che il comportamento di Ghiringhelli fosse figlio del nervosismo». Così poi sulla situazione di classifica che vede il Padova a un passo dalla promozione. «Noi dobbiamo guardare solamente in casa nostra - ha detto ancora Genevier - senza pensare alla vetta della classifica. Adesso abbiamo otto giorni per riflettere e analizzare ogni singola giocata di Pordenone. Certo, è una sconfitta che fa male, anche in chiave classifica, ma sino ad oggi eravamo stati molto positivi».

Positivo - eccome - lo è stato anche Luca Cattaneo. Il numero 30 granata tornava a Pordenone per la prima volta da avversario. Non ha esultato in occasione dei due gol, ma non si è risparmiato: tocchi di classe, giocate, una doppietta d’autore fino al cambio (forse affrettato) nella prima parte della ripresa. «Era decisamente la mia partita - ha detto nelle prime battute della sua intervista Cattaneo - a Pordenone ho ancora tanti amici e tanti ricordi. Non ho esultato per rispetto nei confronti dei miei vecchi tifosi che mi hanno sempre voluto un gran bene». Poi però anche a Cattaneo, al quale è stato dedicato uno striscione, è spettato il compito di immergersi nell’analisi lucida della sconfitta. «Ci siamo trovati sempre a dover inseguire - ha specificato il fantasista di Porlezza - ma nel complesso è stata una partita equilibrata. Credo che l’espulsione abbia condizionato l’andamento finale della gara, che in quel momento era ancora totalmente aperta. Dobbiamo capire una cosa: quando facciamo gol, come fanno le grandi squadre, dobbiamo metterci lì e stare più attenti. I gol li sappiamo fare, manca qualcosa nelle altre fasi della partita. Una gara nervosa? Un po’ sì, ma non più di tante altre. Le due squadre hanno giocato a calcio, le entrate ci stanno. Contro il Pordenone ci poteva stare di perdere, ma fino a quando l’aritmetica non ci condanna noi crediamo ancora di poter fare tutto».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google