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A piedi scalzi nell’erba alta è la Reggiana di Kinshasa

di Jacopo Della Porta
A piedi scalzi nell’erba alta è la Reggiana di Kinshasa

La società di via Mogadiscio ha adottato i bambini di una parrocchia del Congo Spedite magliette e palloni e ora arriveranno anche le scarpette da calcio

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REGGIO EMILIA. Alla periferia della megalopoli Kinshasa, capitale del Congo, abitata da 10 milioni di abitanti, gioca una squadra giovanile granata. La Reggiana ha infatti adottato, grazie all’interessamento di Gianfranco Medici, i bambini che frequentano la parrocchia di “Saint Cyrille”.

La società di via Mogadiscio ha inviato in Africa maglie granata che non venivano più usate dai settori giovanili e una decina di palloni. Dalla parrocchia hanno inviato riconoscenti le foto che mostrano una partita di calcio che si è svolta recentemente tra la squadra della Reggiana “Saint Cyrille” e la parrocchia di Saint Alphonse.

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Dalle immagini si vede che i bambini giocano su un prato a piedi scalzi e allora Medici si è attivato per recuperare anche un po’ di scarpe. Ha preso quelle che non venivano più utilizzate dai ragazzi ai campi di via Agosti e ne ha acquistate delle altre. Il materiale è in viaggio insieme a una decina di altri palloni e una pompa per gonfiarli.

Il rapporto con la parrocchia di Kinshasa è nata nel corso di una cena di solidarietà che si è svolta tempo fa in estate a Casalgrande. In quella occasione si era parlato della missione in Congo e da allora Medici ed altre persone inviano puntualmente qualcosa in Africa. Nel tempo sono stati spediti elettrodomestici, un generatore e ora anche materiale sportivo. «Piccole cose per noi - dice l’imprenditore - ma molto importanti per loro».

La Parrocchia di “Saint Cyrille” ha come strutture una chiesa in condizioni abbastanza buone e una scuola cattolica elementare e secondaria. Il campo sportivo sono i prati adiacenti. Nella foto sopra si vede anche una piccola tribuna dove il pubblico assiste alle gare.

La parrocchia si trova in un’area periferica, con difficile accesso per il pessimo stato delle strade. La popolazione, riferiscono i missionari, è composta di famiglie operaie, spesso al livello economico di pura sussistenza. Un angolo di Africa che ora è anche un po’ granata.

©RIPRODUZIONE RISERVATA
 

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