Classe e solidità difensiva, le armi della Leonessa
Gli avversari sono una sorpresa solo a metà: già l’anno scorso avevano mostrato molte potenzialità
REGGIO EMILIA. Tosti, profondi e di talento. La Brescia che così bene ha fatto in questi primi due terzi di stagione si può definire una sorpresa solo a metà, vista la qualità della sua rosa. Già l’anno passato, quello del ritorno in A, era stato brillante e solo una brutta sfilza di infortuni aveva eliminato i lombardi dalla corsa playoff. Da quell’ottima base la società è ripartita, confermando gran parte dell’ossatura storica e aggiungendo elementi chiave come il concretissimo centro Hunt e il veterano Brian Sacchetti. Coach Diana ha assemblato una squadra dove la classe certo non manca ma è unita comunque a una discreta solidità difensiva, in questo simile alla Grissin Bon che vince le gare dietro. La presenza di tanti solisti esperti ha poi permesso a Brescia di portare a casa diversi match tirati grazie a trovare individuali dei vari Michele Vitali, sinora impressionate, Landry, Moss e Sacchetti. La Leonessa non vuole fermarsi, punta a consolidare uno dei primi quattro posti e da tempo sta cercando un esterno straniero con cui potenziarsi in vista dei playoff, quando si giocherà spesso. La base è già ottima. Le chiavi della squadra sono affidate a Luca Vitali, regista di due metri di notevole visione, creativo e bravo a sfruttare le proprie leve. Al suo fianco una guardia fisica e aggressiva, solida in difesa e a rimbalzo come Lee Moore e il Vitali minore, almeno all’anagrafe: Michele Vitali sta disputando un campionato strepitoso per numeri e percentuali, condito da parecchi canestri partita. Lui, Moore e l’eterno Moss – sempre efficace dietro e pericoloso con esperienza e classe – garantiscono stazza e qualità al reparto esterni, mentre il professor Carl Landry, miglior realizzatore della passata stagione, è stabilmente impiegato da 4. In post ha tecnica superiore, e col suo tiro è bravo a risucchiare fuori i rivali. Così si crea spazio all’esplosivo Dario Hunt, pivot bravo a chiudere nel pitturato. Non altissimo, ha muscoli e forza ed è concretissimo. A far la spola fra dentro e fuori ci pensa pBrian Sacchetti, chirurgico al tiro (40% da 3) e sempre presente in difesa. Sotto canestro c’è anche l’ex Ortner, veterano di grande fisicità, mentre fra gli esterni chiude le rotazioni l’aggressivo regista Traini. (adr.ar.)
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