La presidente: «Non ci resta che andare avanti e lottare»
Maria Licia Ferrarini: «L’assenza di Amedeo Della Valle purtroppo si è fatta sentire»
REGGIO EMILIA . Delusione, amarezza, rabbia. Sono i sentimenti che si respirano in tribuna e purtroppo la sconfitta con i lagunari offre le stesse emozioni lamentate dopo la partita persa, mercoledì, contro i bresciani.
Anche stavolta il patron Stefano Landi preferisce non lasciarsi andare a giudizi ed evita qualsiasi considerazione. In volto gli si legge lo stato d’animo che vive.
La presidente Ferrarini accetta gentilmente il dialogo e passa in rassegna le fasi essenziali dell’incontro.
«La partita - dice - che avevamo rimesso sui binari dopo un brutto avvio, ci è sfuggita nei momenti finali. Non posso negare che i nostri ragazzi ce l’hanno messa tutta, sono stati determinati e il pubblico ci è stato sempre vicino. Ma di fronte avevamo un avversario che è fra i primi della classe. Guarda caso ci siamo arenati, così come ad inizio campionato, con le stesse squadre che ora ci stanno piegando. Non ci resta dunque che andare avanti guardando partita per partita, aggrappati alla nostra classifica. L’assenza di Della Valle si è fatta sentire ma purtroppo il dolore alla schiena è troppo forte e lui non se l’è sentita di giocare. Non ci resta dunque che continuare a lottare».
Il vice presidente, Ivan Paterlini, si mostra per un attimo poco propenso a giudicare la sfida con la Reyer ma poi non lesina i commenti.
«Ci è mancata la grinta – annota - forse l’abbiamo spesa tutta in Coppa Europa. Oggi abbiamo buttato via un partita che avevamo ripreso in mano dopo gli infiniti errori del primo tempo. Effettivamente ci siamo dimostrati troppo imprecisi al tiro».
Allora non si può più parlare di playoff.
«No, non è più un obiettivo alla nostra portata e meno male che abbiamo messo al sicuro la salvezza. Con Brescia ce la siamo giocata e non era da perdere, ma anche questa l’abbiamo proprio buttata via. Ci sono mancati i tiratori, abbiamo fallito troppe conclusioni. Accidenti».
In queste condizioni non poteva infine mancare una punzecchiatina ai direttori di gara: «Chissà perché vengono qui tutti a prendere tanti punti con i tiri liberi. Le loro fischiate finali sono state la ciliegina sulla torta…». (l.v.)
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