Vittoria fuori casa Reggiana seconda
I granata piegano l’ostico Ravenna e scavalcano la Samb
RAVENNA. La Reggiana non si ferma più. Archiviato lo scivolone sul campo del Pordenone, a Ravenna arriva il secondo successo in fila che consente ai granata di salire al secondo posto a spese della Sambenedettese, sconfitta a Bassano, e tenere vive le più grandi ambizioni.
Non è stata una passeggiata ma tutti i segnali positivi che la Reggiana aveva messo in mostra li ha continuati ad evidenziare. Altinier. già 11 le reti in stagione, è un bomber di razza, sempre più decisivo e feroce sotto porta: quello che era mancato nella scorsa stagione.
La difesa è solida: l’assenza di Spanò è problema assai rilevante ma le alternative non mancano ed i meccanismi sono ormai oleati. C’è di più: la classifica recita 50 punti, la Reggiana è a -7 dal Padova capolista con una sfida però da recuperare mercoledì contro il Mestre. Sognare non costa nulla e metter pressione agli avversari è l’unico modo per continuare a crederci fino in fondo. Il Padova, come noto, giocherà a Reggio la penultima di campionato.
LA PARTITA. Eberini deve fare di necessità virtù e sceglie – evidentemente anche in funzione della gara da recuperare – la linea del turnover ragionato. Manca Spanò e nell’undici iniziale non si vedono neanche gli acciaccati Rozzio e Cesarini. Manfrin vince il ballottaggio con Genevier, Cattaneo e Riverola si muovono ai lati di Altinier in uno schieramento che ha tutte le sembianze di un 3-4-3 in fase di attacco, che diventa poi 5-4-1 in fase difensiva.
Il Ravenna ha dalla sua il fattore campo, l’entusiasmo e soprattutto le vittorie che hanno incrementato il morale: i cinque successi nelle ultime sei hanno permesso ai ragazzi di Antonioli di ottenere con largo anticipo una salvezza che chissà, potrà trasformarsi in qualcosa di ancor più interessante nelle ultime giornate.
Dopo una lunghissima fase di studio la Reggiana si è presa la partita con il passare dei minuti. Ha osservato l’avversario, l’ha lasciato sfogare senza mai però sfociare nella disattenzione, ha preso le misure con Bovo – sempre nel vivo dell’azione con le solite verticalizzazioni – ed ha spezzato l’equilibrio poco dopo la mezz’ora. Perfetta la traiettoria disegnata da Riverola, puntuale all’appuntamento Bastrini che per la prima volta in stagione veste i panni del goleador (31’).
Il Ravenna deve rivedere i suoi piani, non può accontentarsi di aspettare e ripartire ma il colpo della Reggiana ha i suoi effetti, stordisce ed innervosisce gli avversari che spengono la luce e rischiano di sprofondare prima dell’intervallo quando i piedi precisi del solito Riverola mettono Carlini nelle condizioni di raddoppiare, ma il mancino non è dei più precisi ed il Ravenna si salva (42’). Antonioli cambia subito, rinuncia a Barzaghi ed aumenta il peso offensivo con l’ingresso di Broso, mettendosi a specchio con un 3-4-3 che si dimostra da subito efficace. Il primo pallone giocato dalla punta è una gran volée sulla quale Facchin non può nulla (48’).
Tutto da rifare ma le ultime versioni della Reggiana hanno dimostrato che i granata sono squadra matura, che non si demoralizza dopo aver preso uno schiaffo. Padrona del campo, pur senza ritmi elevatissimi, la Reggiana ritrova immediatamente ossigeno con Altinier, implacabile ed irresistibile in area di rigore per il terzo gol consecutivo in campionato e soprattutto per l’1-2 (55’).
Il secondo vantaggio concede nuove praterie alla Reggiana. Carico ed insaziabile Altinier, che sguscia tra due maglie avversarie ma la sua incornata trova pronto Venturi (62’), poi Palermo anticipa Panizzi che già pregustava il tris. Spunti del Ravenna s’intravedono solo nel finale.
Il destro di Papa fa la barba al palo (77’) ed a recupero appena cominciato Facchin si prende la gloria con un intervento prodigioso sul potente sinistro di De Sena che sembrava destinato in rete. Per il portiere granata si tratta di una bella e importante iniezione di fiducia.
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