Eccellenza, la Casalgrandese retrocessa lavora già al futuro
CASALGRANDE. La Casalgrandese si trova a fare i conti con uno scenario del tutto inedito. Il sodalizio di Villalunga venne fondato nel 2007, e da allora aveva conosciuto soltanto degli avanzamenti di...
CASALGRANDE. La Casalgrandese si trova a fare i conti con uno scenario del tutto inedito. Il sodalizio di Villalunga venne fondato nel 2007, e da allora aveva conosciuto soltanto degli avanzamenti di categoria: una marcia trionfale, che ha permesso di passare alla Seconda all’Eccellenza nel giro di sette stagioni. Il ko casalingo di domenica scorsa, 1-3 ad opera del Pallavicino, ha decretato il primo salto indietro della storia biancoblù: la Casalgrandese lascia l'Eccellenza chiudendo la stagione all'ultimo posto.
«Questo epilogo non giunge del tutto inaspettato - spiega il presidente Claudio Marchetti -. Sapevamo benissimo di essere destinati a una stagione molto complessa. Siamo partiti con risorse economiche meno estese rispetto alle annate più recenti: di conseguenza abbiamo dovuto varare un organico futuribile, contraddistinto da un'elevata quantità di giovani. Un’operazione che presenta inevitabilmente dei rischi».
Tuttavia, Marchetti, avete raccolto 10 punti in 30 partite: era lecito aspettarsi qualcosa di meglio sotto l'aspetto del rendimento?
«In effetti avremmo potuto fare qualche punto in più: purtroppo tante volte la sfortuna si è messa di traverso, perché l’infermeria è stata sempre piena zeppa. Ad ogni modo, quando si arriva a situazioni del genere, tutti hanno le proprie colpe: ne abbiamo anche noi come dirigenti, in particolare nella scelta dei tecnici che hanno preceduto Ingari. Un ringraziamento va comunque a tutti i nostri giocatori: ciascuno di loro ha davvero fatto tutto il possibile per tentare di raddrizzare la rotta».
Qual è il futuro che attende la Casalgrandese?
«Entro 15 giorni riuniremo il direttivo, con il chiaro intento di gettare solide basi in vista del prossimo campionato di Promozione. Se troveremo una convergenza di vedute, saremmo felicissimi di ripartire da Ingari e dal direttore sportivo Arturo Borghi come punti fermi: il mister è ormai uno di noi e pure quest’anno ha lavorato bene, mentre l'esperienza e la personalità del diesse rappresentano due elementi su cui fare sicuro affidamento».
La Juniores di Beppe Timpone, ha appena conquistato la salvezza nel campionato regionale: è da lì che attingerete qualche elemento per la Promozione?
«Certo: non a caso, molti dei nostri Juniores hanno già esordito in Eccellenza. Ora all'orizzonte ci sono il Torneo Valsecchia e il Cavazzoli, in cui puntiamo a fare bene: poi, come per Ingari e Borghi, auspichiamo che anche Timpone voglia proseguire il suo percorso qui a Villalunga». (n.r.)
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