Pugno in testa, dimesso Lini della Virtus Bagnolo
Terza Categoria, il presidente del Black Borgo difende i suoi: «Insulti razzisti». La replica: «Non è vero»
REGGIO EMILIA . Matteo Lini, finito all’ospedale per un pugno alla testa, sta bene. Il convulso finale della sfida tra Black Borgo e Virtus Bagnolo, disputata domenica, dà però ancora adito a vivaci discussioni. Il confronto, giocato a Lemizzone, era valido per il 26° turno di Terza Categoria: l’arbitro Laudicina di Reggio ha sospeso la sfida a pochi minuti dal termine, chiedendo addirittura l’intervento dei carabinieri che poi sono effettivamente sopraggiunti per riportare ordine in campo.
Sul 3-3 i bagnolesi hanno beneficiato di una punizione dal limite, e nel successivo parapiglia l’attaccante ospite Matteo Lini ha ricevuto un pugno che lo ha costretto a recarsi al pronto soccorso del Santa Maria Nuova. «Ci siamo trovati nel bel mezzo di un copione vissuto troppe volte in questa stagione – spiega Stelio Tagliafierro, presidente del Black Borgo – Purtroppo la partita si è giocata nel contesto di un clima decisamente teso. Quasi tutti i nostri ragazzi sono di colore, e domenica hanno ricevuto ripetute offese razziste da parte degli avversari: uno di loro si è addirittura spinto a pronunciare frasi minacciose. E non solo Lini ha dovuto ricevere cure mediche: io stesso, tentando di placare gli animi nei minuti conclusivi, sono finito all’ospedale con dolori al gomito, al torace e allo stinco. Lo stesso vale per il nostro giocatore Camara, anche lui al pronto soccorso con problemi alla gamba dovuti alla rissa. L’arbitro si è fatto sfuggire di mano la situazione – aggiunge Tagliafierro – sarebbe giusto ripetere l’incontro con un direttore di gara che sappia il fatto suo».
Diametralmente opposta la versione di Roberto Bonacini: «Un giocatore del Black Borgo ha tirato un pugno a Matteo Lini, colpendolo alla tempia e causandogli un trauma cranico: ora però le condizioni di Matteo non appaiono più preoccupanti, tant’è vero che il ragazzo è stato dimesso dall’ospedale. Sotto l’aspetto della giustizia ordinaria – prosegue – io ho consigliato a Lini di lasciar perdere la questione: tuttavia sarà lui a decidere se denunciare l’accaduto oppure no. Sul piano sportivo e umano – aggiunge Bonacini – va detto che nessun tipo di insulto razzista è partito dalla Virtus Bagnolo: abbiamo solo invitato il Black Borgo a giocare in modo meno duro, ma ciò non ha assolutamente niente a che fare con il colore della pelle di chi avevamo di fronte. In questa vicenda siamo noi a essere parte lesa, tant’è vero che l’arbitro ha chiesto proprio a me di chiamare le forze dell’ordine. Inoltre – conclude – noi non abbiamo ricevuto espulsioni, mentre i correggesi hanno rimediato ben tre cartellini rossi».
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