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La Reggiana ha una missione vincere in casa con il Mestre e spaventare la capolista

di Juri Panciroli
La Reggiana ha una missione vincere in casa con il Mestre e spaventare la capolista

I granata cercano il successo per ridurre a quattro le lunghezze dal Padova I lagunari però sono un avversario ostico che non può essere sottovalutato

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REGGIO EMILIA. In campo per avvicinarsi a soli quattro punti da Padova e mettergli pressione.

Oggi pomeriggio al Città del Tricolore si recupera Reggiana-Mestre, la sfida della 28esima giornata annullata il 3 marzo per l’intensa nevicata su Reggio. Anche su altri campi si rinviò, tanto che tre match sono stati recuperati mercoledì scorso mentre domani ci sarà Santarcangelo-Sudtirol a chiudere il turno. Allora si giocarono solo tre incontri e la grande sorpresa fu lo 0-2 col quale il “piccolo” Teramo si impose a Padova. Ma gli euganei erano là in alto, a distanza siderale da tutte, e il risultato sembrò servire solo per gli archivi. Solamente un mese dopo sono cambiate tante cose e tanti equilibri nel girone B ed ora i biancoscudati, a quattro gare dal termine, sentono il fiato dei granata sul collo perché gli attuali 7 punti di vantaggio stasera possono diventare 4. Non sarebbe una situazione tranquillizzante per l’undici di mister Bisoli che, dopo aver assaporato con anticipo la Serie B, il 29 aprile potrebbe doversi giocare in Piazzale Atleti Azzurri d’Italia l’intera stagione.

Che il campionato sia davvero ancora aperto lo dicono i numeri, anche se in casa granata tutti dicono di voler restare con i piedi per terra per continuare quella politica dei piccoli passi che ha portato al secondo posto. Una posizione già molto importante. A ottobre, coi playout ad un passo, parlare di secondo posto era impensabile.

Oggi alle 18.30 i granata hanno dunque il compito di far sentire al Padova il fiato sul collo. Ma, tra il dire ed il fare c’è di mezzo il… Mestre: una neopromossa che si è meritata l’appellativo di “ammazza-grandi” per aver fermato tutte le squadre più ambiziose del torneo, un tributo pagato anche dai granata sconfitti 1-0 nella gara d’andata a Portogruaro.

Gli arancionero di mister Zironelli da domenica scorsa sono matematicamente salvi e tutto ciò che arriverà d’ora in poi sarà uno sfizio. I veneti sanno scavalcare il centrocampo con lanci lunghi ma hanno anche buoni palleggiatori, perciò c’è da giurare che daranno battaglia fino al 90’. Per contro, nelle ultime uscite hanno perso un po’ di verve e oggi dovranno anche fare a meno di due pedine importanti come l’esperto Neto Pereira e Ayoub, infortunati. In via Mogadiscio invece puntano molto sul fattore campo -col patron Mike Piazza che nell’euforia del tre punti appena conquistati a Ravenna si era spinto a chiedere 10mila presenze per questo impegno- ma potrebbe diventare proprio questo il nemico (psicologico) numero uno perché viaggiare con una striscia aperta di 10 vittorie in casa non è facile in un campionato così equilibrato. Lo staff tecnico ha però affinato diverse strategie nell’ultimo periodo per affrontare al meglio squadre disposte sul 3-5-2 come i veneti, ad esempio col cambio di modulo visto al “Benelli”, anche se non è escluso un ritorno al classico 4-3-3 dei miracoli. Lo scacchiere granata dipenderà dall’infermeria perché giocatori essenziali come Cesarini e Rozzio non sono al meglio, inoltre mancheranno l’infortunato Spanò e lo squalificato Cianci. Ma più che la pre-tattica è la mentalità, unita a sprazzi di bel gioco, che lasciano ben sperare anche per gli eventuali playoff.

Sugli spalti sono attesi tanti tifosi, sfidando il maltempo e l’orario, ma difficilmente il presidente sarà accontentato per l’affluenza richiesta. C’è però da scommettere che non sarebbe particolarmente dispiaciuto di doversi accontentare dell’undicesimo centro casalingo consecutivo, aspettando il big match col Bassano di lunedì.

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