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Reggiana travolta in casa e il Padova resta lontano

di Andrea Munari
Reggiana travolta in casa e il Padova resta lontano

Il Mestre cala il poker su una squadra granata a corto di idee e di fiato 

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REGGIO EMILIA . Reggiana, che cosa è successo? La sconfitta maturata ieri nella sfida contro il Mestre è stata pesante sia sotto il punto di vista dei numeri sia del gioco.

I granata fino a questo momento non avevano mai subito quattro gol davanti ai propri tifosi e sul campo del Città del Tricolore avevano collezionato dieci vittorie consecutive ed erano lanciatissimi nella rincorsa al primo posto che oggi sarebbe potuto essere a soli quattro punti di distanza visto che ieri pomeriggio ha giocato solo la Reggiana.

E invece è arrivato un ko pesante, proprio nella partita fondamentale. La sfida di ieri contro il Mestre era senza dubbio quella più importante tra quelle giocate fino a questo momento nel nuovo corso granata, iniziato nel girone d’andata e proseguito con la cavalcata che ha portato la squadra dal terzultimo al secondo posto.

Questa partita invece la Reggiana l’ha sbagliata, non è riuscita a mettere in campo le sue solite qualità ed è crollata sotto i colpi di un Mestre che si è rivelata ancora una volta una vera e propria “ammazza-grandi” dopo aver già conquistato gli scalpi di tutte le formazioni di vertice della classifica.

STOP ALLA SERIE POSITIVA. La Reggiana è uscita dal terreno di gioco dopo aver incassato quattro reti, un risultato forse troppo pesante per quello che si è visto sul campo del Città del Tricolore in quella che è stata una delle classiche partite dove tutto è girato storto, a partire dal leggero problema fisico di Erik Panizzi che ha convinto lo staff tecnico a scegliere Manfrin per preservare il difensore in vista della delicata sfida di lunedì contro il Bassano. I granata però non sono apparsi brillanti come al solito, non riuscendo ad esprimere le consuete trame di gioco e venendo spesso imbrigliati nella fitta rete imbastita dal Mestre che per tutto l’arco della gara ha tenuto le linee molto vicine costringendo i granata a tenere il tridente delle meraviglie lontano dall’area di rigore. E se costringi Altinier, Cesarini e Cattaneo ad iniziare le azioni a 30/40 metri dall’area di rigore la loro pericolosità diminuisce, con i due esterni che non hanno nelle proprie corde l’attacco della profondità preferendo ricevere la palla sui piedi per giocare nello stretto, mentre il Duca è sempre stato obbligato a fare lunghe corse per arrivare nei pressi della porta del Mestre, quello che è il suo habitat naturale. E così facendo sono emersi i suoi limiti lontano dall’area, come quando dopo appena 6’ di gioco è stato rimontato e anticipato dai difensori mentre era lanciato a tu per tu con l’estremo difensore ospite.

SERATA STORTA. Tra i granata tutto quello che poteva andare male è andato male, come in occasione del primo gol del Mestre con Genevier che entra in scivolata, la sfera che rimpalla su Ghiringhelli e favorisce Beccaro che tutto solo davanti a Facchin trafigge il numero uno granata, oppure la punizione di Lombardo a dieci minuti dal termine che avrebbe potuto riaccendere le speranze portando la sfida sul 2 a 1 e invece centra in pieno il palo attraversando poi tutta la linea di porta. E lì la Reggiana è crollata definitivamente, permettendo agli ospiti di realizzare altre due reti per arrotondare il risultato.

CAMPANELLO D’ALLARME. Il segnale allarmante però è che in questo momento la spia della benzina dei granata sembra accesa, sia da un punto di vista fisico sia mentale, con tanti giocatori che hanno “tirato la carretta” fino a questo momento e ora iniziano ad essere un po' stanchi, proprio per questo lo staff aveva deciso di iniziare la gara con Carlini in panchina pensando anche alla sfida contro il Bassano.

La fatica di dover essere sempre costretti a rincorrere senza poter mai sbagliare si è fatta sentire tutta nella sfida più importante, quella che avrebbe dovuto riportare la Reggiana a ridosso del Padova, facendo sentire ai veneti il proprio fiato sul collo. E invece la mattinata che sarebbe potuta essere splendida risvegliandosi a meno quattro dalla vetta si è rivelata nefasta, con i punti di distanza dal Padova che rimangono sette con sole quattro partite da giocare. Adesso il sogno serie B diretta è praticamente svanito.

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