Gazzetta di Reggio

Sport

«Tanti dolori a Varese, ora vorrei vincere»

di Linda Pigozzi
«Tanti dolori a Varese, ora vorrei vincere»

Basket serie A, l’ex presidente Prandi: «Se anche la Grissin Bon non andasse ai playoff, non sarebbe un anno fallimentare»

4 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. «A Varese ricordo di aver raccolto solo amarezze. Ci sono state tante belle pagine su altri campi, mai là. Domenica sarebbe bello ribaltare tutto e ottenere un risultato positivo».

Ne ha viste parecchie, dice, e proprio in virtù di questo l’ex presidente della Pallacanestro Reggiana ed ex presidente di Lega Enrico Prandi non si limita a pensare alla gara senza appello che fra 48 ore la Grissin Bon giocherà a Masnago.

Domenica con Varese passerà l’ultimo treno per i playoff. Come vede la sfida?

«Molto, ma molto difficile. Ma la Grissin Bon ci ha sorpreso tante volte e anche in momenti difficili ha saputo tirare fuori grande forza. Pensando a domenica dobbiamo però considerare che il team reggiano ha giocatori che hanno dato tanto, che si giocherà senza Della Valle su un campo dove il pubblico si fa sentire parecchio. In più si affronterà un’avversaria allenata da un tecnico preparato, che sta andando a mille».

Non si scappa, però, bisogna vincerla.

«Non sono queste le gare in cui si hanno le spalle al muro. Si parla di spalle al muro quando ci sono ben altri rischi. L’andamento del team negli ultimi anni ha fatto sì che sarebbe una novità non giocare i playoff, come lo è stato non giocare la Coppa Italia, ma comunque andrà il club resta in una fascia alta. La realtà è che non sarebbe una tragedia non accedere ai playoff. Questa è una stagione tribolata, non una stagione negativa. Non è stato un anno tranquillo e certamente non a causa delle scelte della società».

Che cosa intende?

«Non è mistero che quest’anno si puntasse a un campionato diverso, sono stati inseriti tanti giovani e sono stati abbassati i costi. Le scelte sono andate in quella direzione e l’inizio è stato molto preoccupante con sei sconfitte consecutive. Quella sì che era sicuramente una situazione difficile. Poi c’è stata una reazione e ci sono state scelte importanti che hanno portato invece a momenti molto significativi in positivo, vedi i risultati in Eurocup».

Cosa è successo in campionato?

«Nel momento in cui si sarebbe potuto avere una ripresa importante in campionato, è venuto a mancare il giocatore più importante: Della Valle. Ogni stagione è contrassegnata da tanti eventi e si deve fare i conti con la salute dei giocatori. A mio avviso, l’avventura in coppa e alcune prestazioni davvero eccezionali hanno fatto sognare oltre misura. Con i piedi piantati per terra mi sento di dire che questa non sarebbe una stagione fallimentare neanche se non si raggiungessero i playoff. Forse non è stato ben compreso che si sarebbe potuti anche retrocedere».

Come spiega il doppio volto mostrato dal team in coppa e in campionato?

«L’organico per affrontare entrambe le manifestazioni era un pochino tirato, nel senso che si è fatto leva su un numero ristretto di giocatori e nella rosa ci sono tanti giovani che dovevano fare esperienza. Visti i risultati ci si è concentrati molto sulla coppa e si è trascurato un po’ il discorso campionato. Quando è stato ripreso, con un’ossatura per affrontarlo al meglio, è venuto a mancare un po’ d’ossigeno, si è avvertita la stanchezza e quindi alcuni infortuni hanno determinato che la corsa, iniziata dopo gli innesti per riprendere terreno anche in campionato, sia venuta a mancare. Io non sono per drammatizzare i toni, ci vuole un po’ di consapevolezza».

Ha parlato dei giovani. Ritiene che siano state scommesse vinte?

«Della Valle da questa stagione non si può più chiamare giovane. Ormai è un elemento importante anche della nazionale, chiaro poi che deve essere supportato da una condizione fisica ottimale e ora è un mese che non si allena più. Secondo me sia Candi sia De Vico hanno dimostrato di essere in grado di stare in serie A. I loro inserimenti hanno dato risultati. Mussini, sappiamo, non del tutto. Adesso con l’A2 potrebbe trovare un completamento di quella che è la sua formazione per essere un giocatore di serie A. Bonacini? Esprimere un giudizio su di lui è prematuro».

Nessuna bocciatura, quindi, a tutti livelli?

«È un anno di passaggio. Bisognerebbe smorzare un attimo i toni ed evitare di passare dall’entusiasmo alla depressione. Quando si sono vinte quelle partite che hanno portato alla semifinale di coppa si è arrivati a pensare che non ci fossero più avversari ed era un’enfatizzazione dettata dall’entusiasmo. Non era una valutazione oggettiva, la realtà è questa».

Il futuro?

«Bisognerà vedere la pianificazione nel suo complesso. Ci sono anche delle posizioni che possono essere riviste, a partire dall’ad Dalla Salda che non si capisce ancora se resterà o se ne andrà».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google