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«Devo riaccendere la scintilla che si è spenta»

di Linda Pigozzi
«Devo riaccendere la scintilla che si è spenta»

REGGIO EMILIA. Max Menetti e la scintilla. Quella che il coach dice di dover accendere nella sua Grissin Bon. Dovrà necessariamente farlo perché domani, nell’arena di Masnago già sold out, la Grissin...

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REGGIO EMILIA. Max Menetti e la scintilla. Quella che il coach dice di dover accendere nella sua Grissin Bon.

Dovrà necessariamente farlo perché domani, nell’arena di Masnago già sold out, la Grissin Bon ha l’ultimissima chance da giocarsi per continuare a credere nei playoff.

«Sto facendo grande fatica a riattivare la scintilla che ci permette di trovare cattiveria, consapevolezza e anche fiducia, senza le quali ci sono sfuggite le ultime due gare interne con Brescia e Venezia, oltre alla trasferta con Milano», ammette il tecnico reggiano.

E l’ammissione fa seguito a una lucidissima analisi del periodo d’impasse della sua squadra.

«Siamo in un momento difficile, è un dato di fatto. Rispetto alla squadra di coppa, a Masnago ci mancheranno quattro giocatori (Della Valle e De Vico, oltre ai due stranieri fuori per turnover, ndr) e Candi è in dubbio. Facciamo fatica a riattivare la scintilla un po’ per gli infortuni, un po’ perché il regolamento ci impone delle scelte sugli stranieri da inserire, ma anche perché tutta la tensione e tutto lo sforzo messi in Eurocup stentiamo a recuperarli. La squadra di coppa sui dodici giocatori era perfetta, adesso dobbiamo avere la consapevolezza che le cose sono diverse e che, mancando un pezzo di quel team, manca necessariamente qualcosa. A scanso d’equivoci i ragazzi si stanno impegnando moltissimo, danno davvero tutto», dice.

Uscire da situazioni all’apparenza impossibili l’ha già fatto Max Menetti, in un passato che ora sembra remoto. Farlo riaccadere è l’obiettivo.

«Giocando a carte scoperte dico che è proprio questo il nostro intento - rimarca -. Molto spesso, in campo, certe cose passano da un episodio, quello che ti fa risentire forti e imbattibili che è lo spirito che ci ha fatto far bene non solo in coppa, ma anche in campionato. Non dimentichiamo che eravamo in una striscia aperta molto importante. Si nota che manca qualcosa: i ragazzi cadono nelle insicurezze quando non trovano se stessi e così vanno a condizionare gare in cui si sono fatte davvero delle buone cose, come sul campo di Milano. Purtroppo nelle ultime tre gare non siamo riusciti a venir fuori dai passaggi a vuoto, non siamo riusciti a riaccendere la scintilla. Con Varese, invece, dovremo farlo».

Riaccendersi contro un’avversaria on fire da settimane non sarà una passeggiata.

«Affronteremo una squadra in grandissima fiducia che sta vivendo un grande momento. Lo sappiamo ma dobbiamo riaccenderci».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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