Manfredini al passo d’addio «Ma la Bagnolese vivrà»
Ennesimo sfogo del patron rossoblù che torna ad attaccare il Comune «Presto non avremo più un campo nè una sede, non può non occuparsene»
BAGNOLO. «Entreranno delle facce nuove, fra poco potremo fare i nomi». Isacco Manfredini è pronto a farsi da parte e magari spera che la nuova dirigenza riesca dove lui ha mancato.
Le novità. «La Bagnolese - dice il patron rossoblù - avrà un nuovo presidente, oltre ad una nuova dirigenza. Quello che potevo fare, io l'ho fatto. Ci sarà continuità societaria, andando avanti con la nostra tipica caratteristica dell'associazione. La Bagnolese non è mia, infatti non è una realtà personale e neppure padronale. Come quando entrai io, ora ci sarà un altro rinnovo. La nostra cosiddetta vecchia guardia - chiarisce Manfredini - farà un passo indietro, restando a disposizione se ci sarà bisogno. Ci sarà un futuro, anche gli sponsor rimangono».
L'interrogativo. «La Bagnolese ci sarà ancora - tuona Manfredini - ma non sappiamo dove. Restano due allarmanti dati di fatto, dall'11 Maggio saremo senza campo e senza sede. In questi mesi non avevamo alternative per terminare almeno il campionato, ma ora l'amministrazione comunale deve farsi carico del problema. Noi - dice Manfredini - con la Virtus Bagnolo non riusciamo a metterci d'accordo, ecco perché manderemo avanti altre persone. Però occorre l'intervento dell'amministrazione comunale, che non può sperare che a togliere le castagne dal fuoco possa essere l'eventuale pronunciamento del Tar».
La stoccata al Comune. «Dal Comune c'è chi ha risposto alle dichiarazioni di Romano Ferretti - incalza Manfredini - che però aveva parlato a titolo personale. Trovo però strano che nessuno abbia mai replicato ad un politico, che ha usato parole dure su facebook».
Lo stemma. Manfredini non fa nomi, parlando solo di altra società ed altro campo in gestione. Il riferimento della sua ultima bordata è però piuttosto chiaro, riguardo "lo stemma" della Virtus Bagnolo che campeggia sul muro del Soave. «Abbiamo avuto in gestione il Fratelli Campari fino a pochi mesi fa, ma non ci siamo mai permessi di mettere stemmi. In un altro campo in gestione c'è invece uno stemma di tre metri per tre, in un impianto che come cittadini è di tutti. Sarebbe come se chi vince le elezioni andasse poi a mettere il simbolo del proprio schieramento politico sul muro del municipio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google