Gazzetta di Reggio

Sport

«Bisogna guarire dal mal di trasferta»

di Francesca Manini
«Bisogna guarire dal mal di trasferta»

Volley serie A2, il dirigente giallorosso Loris Migliari analizza la sconfitta della Conad contro Massa in gara 2 dei playout

3 MINUTI DI LETTURA





REGGIO EMILIA. Uno a uno, palla al centro.

Nel bel mezzo della tempesta playout è questa la posizione della Conad che in gara 1 ha stracciato l’Acqua Fonteviva Massa facendosi poi stracciare a sua volta domenica scorsa nella trasferta di gara 2. Un dare e un avere che non piace alla società giallorossa che per voce del suo direttore marketing Loris Migliari si dichiara profondamente delusa.

«Ero in panchina a Spezia per sostenere la stessa squadra di gara uno e invece non si è vista» commenta Migliari che invita a cancellare subito lo scivolone in vista di gara 3 già fissata per domenica 22 aprile al Bigi, così da rinvigorirsi in vista della trasferta di domenica 29, di nuovo a Spezia. L’eventuale gara 5 è invece in calendario per domenica 6 maggio al Bigi. Intanto sugli altri campi Club Italia ha battuto Catania per la seconda volta così come Lagonegro si è imposta per la seconda volta al tie-break su Taviano.

Ad aver riaperto i giochi trascinata da un Cuk da 24 punti personali è stata quindi soltanto Massa che, ai danni della Conad, ha dimostrato che il fattore casa è più che mai determinante per i giallorossi che hanno commesso invece 16 errori in battuta in tre set calando d’intensità soprattutto nei momenti caldi dei set.

Migliari, nostalgia canaglia?

«La definirei più una condizione psicologica di stallo alimentata di trasferta in trasferta che squadra e staff devono risolvere al più presto. E’ mai possibile aver realizzato soltanto quattro punti fuori casa in un intero campionato? La lontananza dal Bigi non può certo far dimenticare ai nostri ragazzi grinta e talento, bisogna intervenire al più presto per non arrivare a perdere anche gara quattro, anche perché non è detto che via Guasco risolva tutti i mali, si può scivolare anche in casa».

Si pecca di presunzione?

«No, non credo che gli avversari siano stati sottovalutati, magari fosse così perché allora basterebbe una bella scrollata a risolvere la situazione. Quello che si è venuto a creare è un torpore preoccupante che soffoca i talenti dei singoli, perché di bravura in questo gruppo ce n’è, ciò che manca a volte è il collante che permetta di giocare come una vera squadra, quello che si era visto in gara 1».

Adesso è tutto da rifare.

«A nome dei dirigenti esprimo certo una forte delusione per il risultato e per la mancanza di grinta dimostrata, ma siamo fiduciosi che si risolva tutto già da gara tre. Non possiamo più permetterci idi alternare sprazzi di bel gioco e amnesie, servono continuità e concentrazione».

La permanenza in A2 si gioca in tre gare al massimo.

«Da parte della società la volontà di rimanere in categoria c’è, ma la salvezza vogliamo conquistarla sul campo. C’è anche il desiderio di non smantellare la squadra dando fiducia a molti di questi giocatori nonostante l’annata sottotono ma prima dobbiamo pensare a chiudere in bellezza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google