Ghizzoni, 250 gol e tutti per la stessa squadra
Prima categoria, il bomber è da sempre al San Prospero Correggio oggi allenato da suo padre
CORREGGIO. Difficilmente i giocatori rimangono nella stessa squadra per più di un anno o due, tre quando va bene. Trovare un giocatore che rimane nella stessa squadra per vent’anni è decisamente un record. Fabio Ghizzoni, attaccante del San Prospero Correggio, in questo campionato ne ha tagliati due di traguardi: i vent’anni con il San Prospero Correggio e i 250 gol siglati.
«A dir la verità ho vestito anche la maglia della Sammartinese – spiega Ghizzoni – ma solo per quattro mesi perché poi sono tornato al San Prospero Correggio dove sono tutt’ora».
Ha siglato qualche gol a San Martino in Rio?
«No tutti con la maglia del San Prospero Correggio. Direi di aver battuto un altro record».
Cos’ha provato quando ha realizzato il 250esimo?
«Una forte emozione e quando la palla è entrata è stato naturale andare ad abbracciare il mister e mio fratello che gioca con me. Poi il 251 invece è stato importante perché ci ha permesso di vincere contro il San Faustino ed uscire, grazie alla classifica avulsa, dai play-out. Insomma una di quelle giornate che vorresti non terminassero mai».
Ha preparato una maglietta?
«Sì, l’avevo preparata qualche settimana fa e l’avevo data a mio fratello per scaramanzia. Poi visto che per un motivo o per l’altro non riuscivo a fare gol ho pensato di riprendermela e da lì ne ho fatti due. Ha portato bene».
Un San Prospero Correggio a “conduzione famigliare” visto che suo padre Alberto è l’allenatore.
«Mio padre ha iniziato ad allenarmi che avevo vent’anni e continua anche ora che ho trentanove… E non è stato tutto rose e fiori. Anzi inizialmente ha dovuto usare carota e bastone perché allenare il proprio figlio non è mai semplice soprattutto nei confronti dei miei compagni. Poi con il passare del tempo è diventata la normalità».
In casa parlavate di calcio? «Si ma sono dell’Inter perché sennò non se saremmo venuti a capo. Tre allenamenti, mio padre come allenatore, la domenica la partita, a casa no». Tornando ai suoi 250 gol quanti vorrebbe farne ancora? «Non lo so. Già non pensavo ad inizio stagione di riuscire a fare i 12 che mancavano per cui visto che non sono Cristiano Ronaldo è meglio andarci piano, ho una certa età ormai. Tutti quelli che arriveranno saranno ben accetti».
In questo campionato avete iniziato bene poi cos’è accaduto?
«Resta ancora un mistero. Purtroppo alla fine del girone di andata abbiamo avuto un momento di black out tanto da fare un punto in sei partite e trovarci in fondo alla classifica. Ci siamo rimboccati le maniche, abbiamo cambiato testa e stiamo riuscendo a risalire, anche se non è facile»
Chi lo vincerà secondo alla fine?
«La Castelnovese-Meletolese a tre dalla fine ha preso un buon distacco. Subisce pochi gol, è solida, gioca bene e credo arriverà fino in fondo». (mabi)
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