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Grissin Bon troppo Della Valle-dipendente

di Linda Pigozzi
Grissin Bon troppo Della Valle-dipendente

Basket: coincisa con l’infortunio del bomber la serie nera costata la post season, Menetti in sella nonostante l’esclusione

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REGGIO EMILIA. Tre campionati in uno.

La partenza horror con un pesantissimo 0/6, la rinascita dopo i cambiamenti in organico e la risalita in graduatoria fino a mettere al sicuro la salvezza, poi quando era il momento di chiudere l’opera e prendersi un posto ai playoff, ecco di nuovo la squadra rotolare giù dal precipizio. Una, due, tre, quattro sconfitte consecutive che, di fatto, vanno a condannare la Grissin Bon all’esclusione dalla post season.

Anche se le campane a morto potranno suonare soltanto nel momento in cui arriverà la matematica certezza di esser fuori dai playoff, classifica e calendario alla mano, la qualificazione oggi risulta davvero remota.

Mentre il campionato viaggiava con moto ondivago fra lunghi pianti, grandi speranze e nuovi dispiaceri, in Eurocup la squadra ha però vissuto il momento più alto della storia societaria, arrivandosi a giocare la semifinale. Non si tratta di un curioso caso di schizofrenia. In Europa la quadratura s’è trovata presto e bene grazie a un roster lungo e completissimo in cui ogni sfumatura tecnica risultava possibile. In serie A, dove per regolamento la coperta era più corta, no.

Non sempre, va però detto, si sono fatte le scelte opportune nel turnover degli stranieri imposto dal regolamento del campionato. Con il senno di poi e a risultati acquisiti, si possono fare alcune considerazioni. Che la squadra spessissimo ha girato meglio quando a dettare i ritmi è stato Pedro Llompart. Che ciò che può garantire Chris Wright difensivamente e offensivamente quando viene utilizzato da guardia, non è paragonabile con quello che può fornire Garret Nevels, scioltosi nel big match contro la Reyer Venezia. Che non sempre, o almeno non con tutte le avversarie, ci si può permettere di rinunciare all’esplosività di Jaylen Reynolds sotto le plance. Ma, come detto, la coperta è corta e a qualcuno si è dovuto e si dovrà necessariamente rinunciare in gara.

Ci che è emerso nel corso della striscia nera cui la Grissin Bon è andata incontro dopo l’ubriacatura collettiva della semifinale playoff di coppa, è che il team è spiccatamente Della Valle-dipendenza. Il crollo verticale dell’ultimo periodo ha coinciso con l’infortunio del bomber (in campo dolorante al Forum e poi fuori con Brescia e Venezia e indisponibile con Varese) e le soluzioni tecniche approntate per tamponare la sua assenza non hanno prodotto risultati efficaci. Alla questione prettamente tecnica s’è andata ad affiancare a quella mentale. In Europa la squadra ha dato l’impressione di scendere in campo con uno spirito diverso. È stata più arrembante, più sfacciata. Sostanzialmente ha giocato senza il peso psicologico di dover vincere a tutti i costi per recuperare il terreno perso. L’impressione è stata che il deprimente 0/6 con cui la Grissin Bon ha iniziato la stagione l’abbia poi condizionata a livello mentale facendosi soprattutto sentire nelle gare interne e in quelle da vincere a tutti i costi per raggiungere i playoff.

Inciderà sul futuro la mancata qualificazione alla post season? Ufficialmente le decisioni saranno prese a bocce ferme, ma il club sarebbe intenzionato a non far scendere dalla sella il tecnico Max Menetti.



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