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Sabato l’ultima partita di capitan Andrea Benci

di Nicolo' Rinaldi
Sabato l’ultima partita di capitan Andrea Benci

RUBIERA. Sabato prossimo la Pizzikotto chiuderà il campionato al Pala Bursi, ospitando i marchigiani del Camerano: i padroni di casa non hanno più obiettivi da raggiungere, ma per Andrea Benci sarà...

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RUBIERA. Sabato prossimo la Pizzikotto chiuderà il campionato al Pala Bursi, ospitando i marchigiani del Camerano: i padroni di casa non hanno più obiettivi da raggiungere, ma per Andrea Benci sarà ugualmente una sfida molto speciale.

Il capitano biancorossoblù disputerà l'ultima partita della sua carriera da giocatore: un percorso iniziato quasi un quarto di secolo fa, nelle giovanili dello Spallanzani Casalgrande. Il terzino classe 1982 ha poi esordito in massima serie nel 2000, con il Modena di coach Perena: in seguito il pallamanista sassolese ha accumulato parecchie stagioni in A1 e A2, indossando le maglie di Rubiera, Merano e ancora Casalgrande.

Nel 2011, dopo l'ultimo posto in serie A Elite, il club rubierese ha deciso di rifondarsi e di ripartire dalla B: nonostante le tante richieste dalle categorie superiori, Benci ha scelto di restare all'ombra del Forte e da lì in avanti non ha più cambiato casacca.

«Nel ripercorrere le numerose soddisfazioni di questi 24 anni, mi viene sùbito in mente l'annata in Alto Adige - racconta il navigato terzino della Pizzikotto - Era il 2004/2005, e andare via di casa non era certo cosa facile per un ragazzo così giovane com'ero: a Merano ho comunque realizzato ben 135 gol in serie A2, e si è trattato di un'esperienza che mi ha permesso di crescere parecchio. Poi è impossibile scordare la promozione ottenuta a Casalgrande nel 2010, dalla terza alla seconda divisione. In ambito internazionale - prosegue Benci - l'ambiente carico di entusiasmo che accompagnava le trasferte europee di Rubiera era davvero unico: ricordo inoltre con orgoglio i numerosi gettoni che ho accumulato nelle Nazionali giovanili».

Irrinunciabile una parola sugli allenatori: «Sono grato a Tarcisio Venturi e Pietro Palazov, che a Casalgrande hanno diretto i miei primi passi nel mondo della pallamano. Senza di loro, credo proprio che non avrei mai iniziato a praticare questo sport. Tuttavia, ciascun tecnico con cui ho lavorato mi ha lasciato preziosi insegnamenti: Inigo Perena che mi fece esordire in serie A, ma anche Ghedin, Nezirevic, Montanari, e tanti altri fino al mio attuale coach Marco Agazzani. Dal 2011 in avanti - prosegue Benci - ho il solo rammarico di non essere riuscito a sospingere Rubiera verso il grande ritorno in A1: un obiettivo spesso sfiorato, ma purtroppo mai centrato. Ad ogni modo, sono ottimista in chiave futura: la Pizzikotto può contare su tantissimi giovani di sicuro talento, e peraltro io li ho visti nascere quasi tutti sotto l'aspetto pallamanistico».

E adesso, che cosa farà Andrea Benci?

«Con la seconda figlia in arrivo e con gli impegni di lavoro che ho, la decisione di chiudere la carriera è definitiva. D'altro canto, sarei intenzionato a restare nell'ambiente rubierese come dirigente: nei prossimi mesi, definirò bene con la società quale potrà essere il mio esatto ruolo. Quindi credo proprio che mi rivedrete presto al Pala Bursi, anche se non più sul parquet di gioco».

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