Gazzetta di Reggio

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L’ex granata Mozzini festeggia con chi lo lanciò

di Primo Bertani
L’ex granata Mozzini festeggia con chi lo lanciò

Amarcord a Casina con Mammi, che lo allenò alle giovanili prima dell’approdo a Torino e Inter

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CASINA. Roberto Mozzini è stato un pezzo importante della storia del nostro calcio. Ha vinto due scudetti, uno con il Torino di Radice, l’altro con l’Inter di Bersellini, giocando nella Nazionale di Bearzot nelle qualificazioni che portarono poi in Spagna alla conquista di un memorabile Mondiale.

Mozzini, nato nell’ottobre 1951, a Sustinente di Mantova, arrivò alla Reggiana giovanissimo dal Reggiolo, dove abitava dall’età di 13 anni. Siamo al 1966, Guido Mammi era l’allenatore che ha rappresentato nel tempo la sua stella polare. Mozzini raggiungeva Reggio in treno e spesso anche in autostop, per racimolare qualche piccolo rimborso, nell’ordine di 500 lire al giorno. Nel suo secondo anno in maglia granata si mette in dubbio che possa continuare a giocare al pallone: il papà fa presente alla società che il ragazzo gli serve a casa per i lavori nell’azienda agricola. Mammi, che da subito ha intuito il suo talento, concerta una soluzione mirata, coinvolgendo Domenico Busanelli, l’allora direttore del Centro professionale Simonini. In barba ad ogni regolamento, si aprono le porte del convitto anche a Mozzini. Quello fu l’anno in cui ci fu la svolta della sua carriera, arrivò alla Nazionale juniores e nel mirino dei grandi club. Luigi Del Grosso, ds della Reggiana, non esitò a cederlo a neanche 17 anni al Torino per 100 milioni. Un record per quei tempi, trattandosi di un’atleta del settore giovanile.

Cinquant’anni dopo tutti questi episodi diventano l’occasione di un eccezionale revival. A Casina, venerdì sera, si sono ritrovati proprio Roberto Mozzini con i suoi due talismani, Guido Mammi e Domenico Busanelli. A fare gli onori di casa Maicol Rinaldi, titolare del ristorante Wolfango, da sempre acceso tifoso del Torino.

Mammi è un fiume in piena di ricordi. Mentre faceva il supercorso per allenatori a Coverciano, nella stagione 1976-77, giocava per ore a carte con Mozzini quando era nel ritiro della Nazionale. La loro preferenza era per il rubamazzo, sotto gli occhi divertiti dello staff azzurro e di giocatori carismatici come Causio e Graziani. Quando allenava a Padova, Mammi ospitò l’Inter in amichevole e lo stesso Mozzini in pompa magna. Come noto fu proprio l’ex granata di Reggiolo a segnare il gol dello scudetto dei nerazzurri. Come allenatore Roberto Mozzini all’inizio di carriera fece il vice di Mammi al Sassuolo.

Anche per Domenico Busanelli, oggi 79enne, una festa nella festa: aver ospitato nel suo paese un grande evento ed aver contribuito al successo di un campione nella vita e nello sport come Roberto Mozzini.

La carriera di Mozzini si è sviluppata principalmente al Torino dove ha giocato per dieci stagioni, la prima nella Primavera, dove ha vinto lo scudetto, le altre in prima squadra accanto a giocatori come Pulici, Graziani, Pecci, Sala, Zaccarelli. Famosi i suoi duelli con i più grandi attaccanti italiani dell’epoca: Riva, Boninsegna, Bettega, Prati, Chinaglia, Savoldi, Pruzzo.

«Di testa il più forte è stato sicuramente Bettega – ha ricordato Mozzini – il più pericoloso era sicuramente Boninsegna, se gli concedevi anche un piccolo spazio faceva gol da ogni posizione».



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