Nibali stecca, la Liegi è di Bob Jungels
Ciclismo. Lo Squalo in giornata no, l’olandese trionfa con un attacco da Oscar
INVIATO A LIEGI (Belgio) . Ha vinto un gran bel corridore, ieri in formato Tgv e che tra qualche anno lotterà per Giro e Tour, ha perso Vincenzo Nibali, atteso all'assalto della Liegi a un mesetto dal capolavoro di Sanremo. Ma come fai a dire che lo Squalo, un fuoriclasse, delude se a fine corsa, sui gradini del bus Bahrain ti dice apertamente «sono umano, posso avere anche io una giornata no?». Arrivederci al Tour de France dove toglierà l'abito del cacciatore di classiche e indosserà quello di cacciatore di giri, una poliedricità rara nel ciclismo moderno.
Forse non troverà Froome, che i francesi stanno provando a lascia a casa dopo il caso salbutamolo ancora irrisolto, ma dovrà vedersela anche con i sogni di gloria di Bob di Lussemburgo. Che ha colto l'attimo sulla penultima cote di giornata e ha preceduto il canadese Woods (Ef), Romain Bardet (Agr2), il compagno di squadra all'Etixx e favoritissimo Alaphilippe e un tris di italiani: Domenico Pozzovivo e Enrico Gasparotto (Bahrain) e Davide Formolo (Bora). Ha vinto Jungels, ma ha vinto anche lo squadrone belga che ha smazzato i tre assi, c'era anche Gilbert, a suo piacimento. E chiude un'altra campagna del nord da incorniciare dopo i successi si Alaphilippe alla Freccia Vallone e di Terpstra al Fiandre.
La classica più antica si è decisa sulla penultima cote, la Roche aux Faucons perché nemmeno la mitica Redoute, il simbolo della Liegi, quel muro di due km che si arrampica dove la Francia alle prese con la Rivoluzione nel 1794 fu attaccata dai reazionari d'Europa e vinse un'epica battaglia.
All'attacco della Roche Nibali manda i suoi a fare il ritmo, poi però si avvicina a Gasparotto e gli dà il via libera: «Tu e Pozzovivo fate la vostra corsa, io non ne ho più». Qui finisce la Liegi dello Squalo e inizia il capolavoro di Jungels. C'è voglia di dare spettacolo onorando la memoria di Michele Scarponi andatosene già da un anno, ma che è come se corresse ancora in gruppo da come parlano di lui corridori e tifosi.
Parte Gilbert (Etixx), Dumoulin (Sunweb) lo segue (sta bene in chiave Giro, Tom vuole il bis) poi Henao (Sky), Formolo, anche il veronese punta forte sulla corsa rosa, attenzione. Valverde (Movistar) a caccia del pokerissimo, marca Alaphilippe. Che fa partire Tgv Jungels. È un cronomen con i fiocchi il lussemburghese e mentre Nibali (arriverà 32esimo a 3', crediamo che la Sanremo vinta gli abbia portato via energie fisiche e mentali), il gruppetto Indugia. Valverde è nella trappola Etixx: se va prendere il fuggitivo, Alaphilippe lo infilza. Gli italiani si affidano a Pozzovivo e Gasparotto (Bahrain) e Formolo (Bora). Corrono per un bel piazzamento.
Jungels piomba a Liegi con 45" di vantaggio sugli inseguitori: tra lui e il traguardo sulla collina di Ans, che domina la città riferimento per 70 mila italiani della zona, c'è solo la Cote Saint Nicolas, semplicemente la salita degli italiani.
Dietro Alaphilippe (gran classe, ne vincerà di Liegi il francesino) lo protegge, come dire la squadra in uno sport individuale decide le corse. È vero, i secondi calano, ma la salita finisce. C'è solo l'ultimo km all'insù. Bardet, eroe di Francia, col canadese Woods prova la rimonta impossibile. Ma Bob il lussemburghese trionfa. E la sua vittoria è terribilmente simile a quella del connazionale Andy Schleck 9 anni fa. Anche lui salutò tutti in zona Roche aux Faucon e rivide i colleghi sulla collina di Ans.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google
