La Cantù dei miracoli fa davvero paura
Contro la sorprendente Red October, la Grissin Bon si giocherà domenica sera la gara che può valere una stagione
REGGIO EMILIA. Una squadra in missione, in grado di unire bel gioco e risultati. Fra tutte le storie bizzarre regalate in questi anni dal basket italiano, la notevole stagione della Red October Cantù è delle più originali.
La storica formazione brianzola ha attraversato un oceano di tempeste, generate in gran parte dalle scelte del discusso proprietario, il milionario russo Gerasimenko: ritardi nei pagamenti, problemi con la federazione, cambi in corsa e poca chiarezza su mille questioni. Quello che però ha funzionato è la scelta dei giocatori.
A Cantù sono arrivati stranieri mai visti sino ad ora in Italia ma di grande qualità come Culpepper, Chappell e Smith a cui si è unito un Christian Burns mai così efficace.
Il risultato è una squadra che gioca e lascia giocare, prima per punti segnati così come per punti e rimbalzi concessi, capace di fiammate di talento tecnico e fisico in grado di stendere ogni rivale italiana.
Molto del merito va a coach Marco Sodini, che in una delle tante stramberie stagionali ha iniziato come vice per subentrare al russo Bolshakov, rimasto come vice, alla seconda giornata. Sodini è stato in grado di gestire le comprensibili frustrazioni dei suoi giocatori e di incanalare il loro stile “selvaggio”. I risultati sono chiari: fra le grandi “favorite” per la retrocessione ad inizio anno, Cantù oggi è a un passo dai playoff, vincendo con Reggio sarebbe praticamente certa. Nel frattempo si è pure tolta lo sfizio di eliminare la nemica di sempre Milano dalla coppa Italia, battendola ai quarti di finale nonostante l’assenza di Culpepper.
I brianzoli rendono al massimo in casa, dove possono essere aggressivi e correre per 40’, e Reggio dovrà essere molto brava a mettere ostacoli lungo il percorso, prima di tutto proteggendo i tabelloni. Non sarà facile perché Cantù è squadra atipica in ogni senso, con guardie di 180 centimetri e lunghi di due metri. Ciò nonostante, l’impatto fisico è l’ultimo dei problemi. Jaime Smith è un play con tiro mortifero e buone letture che fa tenuto costantemente marcato, ed è l’unico “ragionatore” brianzolo. La guardia Culpepper è imprevedibile anche per i suoi ma può segnare in ogni modo. Schiacciatore impressionante per i suoi 183 centimetri, attacca l’area, segna in acrobazia e guadagna miriadi di falli. Se va in ritmo, non si ferma, e d’altronde parliamo di un elemento da doppia cifra di media in Eurolega.
Il vero cardine è il capitano Chappell. Tostissimo, porta a casa oltre 6 rimbalzi a partita, mette fisico e buona tecnica, ha mano educata dal perimetro e sa far male nel pitturato sfruttando muscoli e velocità. Se lui gira, Cantù gira, e sarà uno degli osservati speciali. Sulla stagione di Christian Burns c’è poco da dire. Ha dominato viaggiando in doppia doppia di media, punisce tutti i lunghi con la sua velocità ed è un contropiedista impressionate. Il passaporto italiano ottenuto partecipando agli Europei lo ha reso il principale desiderio di mercato per l’anno prossimo, con Milano in prima fila. Dietro alla stelle, c’è una seconda ondata intrigante. Il veterano Thomas mette stazza e tiro da fuori, l’ultimo arrivato Ellis Perry è un altro attaccante di notevole qualità e ora dovrebbe rientrare Crosariol, discreto nella prima fase di stagione prima di essere fermato da un infortunio. Fra gli esterni, brilla l’eterna promessa Cournooh, che in questo contesto di velocità e atletismo va davvero e nozze, e fa bene l’ex reggiano Parrillo: al tiro da fuori è cresciuto tanto e con questi compagni lo spazio per prendere la mira non gli manca.
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