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Menetti non ha dubbi «Questa è la gara che vale la stagione»

di Adriano Arati
Menetti non ha dubbi «Questa è la gara che vale la stagione»

L’allenatore biancorosso alla vigilia del match di Cantù «Un fiammella è accesa, vorrei diventasse un incendio»

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REGGIO EMILIA. «È un dentro o fuori, c’è poco da dire. Abbiamo una flebile fiammella da tenere accesa, e vogliamo farla, magari diventa un incendio». Non gira attorno all’importanza della sfida di domani con Cantù, il coach della Grissin Bon Max Menetti.

«Cantù ha fatto una buona stagione e non a caso si sta giocando i playoff, e anche noi siamo in ballo, stiamo combattendo per sovvertire la matematica e tenere viva la nostra fiammella. Non sarà facile, perché l’impatto del pubblico di Cantù è sempre fortissimo, non importa in quale campo si giochi. Noi però siamo in fiducia, le due vittorie ci hanno ridato anche morale», spiega l’allenatore biancorosso. Alla cruciale sfida di Desio la Grissin Bon arriva dopo una settimana di «buon lavoro» ma anche di problemi fisici. Ieri si è fermato Riccardo Cervi, ancora alle prese con i suoi cronici guai al ginocchio: «Riccardo ha sentito fastidio, speriamo di recuperarlo per domenica». E gli altri? «Llompart ha recuperato, è a posto, l’altro problema è Julian Wright, che si è allenato solo adesso dopo una settimana di lavoro a parte. Gli altri sono a posti, a parte qualche piccolo acciacco che credo sia più che normale dopo una stagione lunga come la nostra. Siamo arrivati a 48 partite, ormai».

Come di consueto, sono da scegliere gli stranieri, con due esclusioni obbligatorie.

«La scelta seguirà due criteri, come sempre. Prima di tutto la condizione fisica dei nostri giocatori, e poi anche una valutazione degli avversari, delle loro caratteristiche. Per adesso è presto, vediamo in questi due giorni come andranno le cose dal punto di vista fisico e poi farò le mie scelte, vedremo anche come sta Riccardo».

Se il capitano fosse limitato o addirittura costretto a non giocare, le rotazioni sotto canestro diventerebbero davvero corte e inevitabilmente questo inciderebbe anche sulla convocazione degli esterni. L’umore, invece, lascia sereni. «La squadra ha lavorato bene, ho visto anche serenità, le ultime due partite vinte ci hanno fatto bene. Sappiamo che l’impresa è difficile, ma di sicuro la nostra non è una squadra pronta ad andare in vacanza, tutt’altro», sottolinea il coach.

Il problema principale è la tostissima rivale: «E’ una squadra con tanto talento individuale ed un pubblico caldissimo, in qualsiasi campo si giochi. Cantù o Desio cambia poco. A Cantù è sempre stato così, anche le partite già finite non sono davvero mai finite».

La sfida sarà interessante anche dal punto di vista tattico, con la velocità e l’aggressività di Cantù contro il gioco più cadenzato di Reggio.

«Siamo - dice Menetti - davvero due squadre diversissime. Loro hanno tanto atletismo negli esterni, noi nei lunghi. Loro vanno a strappi, a folate di velocità, noi abbiamo preso uno stile di gioco ben diverso, l’unico che poi si poteva portare avanti giocando anche al livello dell’Eurocup», sottolinea Menetti.

Ma ci si proverà: «di partite importanti quest’anno ne abbiamo giocate tante e ne abbiamo anche vinte, sappiamo che servirà solidità, di sicuro non molleremo». Mentre si guarda all’immediato futuro, scappa anche un pensiero al passato: ieri era il quarto anniversario dalla vittoria in Eurochallenge. «Sono successe davvero tante cose in questi anni, mi sembra quasi di non aver vissuto tutto, succede quando si corre».

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