Gazzetta di Reggio

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Cantù esce in trionfo per la Grissin Bon è la fine della corsa

di Linda Pigozzi
Cantù esce in trionfo per la Grissin Bon è la fine della corsa

I biancorossi falliscono l’impresa nel posticipo a Desio niente playoff dopo cinque stagioni consecutive

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INVIATA A DESIO (Mb). Nella serata in cui, sei anni prima la Pallacanestro Reggiana si riprendeva la serie A, la Grissin Bon piega la testa al pala Desio e s’inginocchia, dopo 35’ di battaglia vera e 5’ di sofferenza, a Cantù. E con la sconfitta scorrono via anche le ultime, fragili, speranze di qualificazione ai playoff, obiettivo che la Grissin Bon mai aveva fallito da quando era tornata trionfalmente nel Gotha del basket italiano.

Ci saranno ancora due gare da giocare: la trasferta a Brindisi e il derby al Bigi con la Virtus, ma l’epilogo ormai è scritto. E a lenire l’amarezza della notte lombarda, non resta che il ricordo della galoppata fino alla semifinale d’Eurocup, punto più alto della storia del club.

Un peccato, davvero, che la stagione non si sia potuta chiudere almeno all’ultima con le V nere. Un peccato perché, ieri, a Desio, la Grissin Bon ci ha pure provato almeno per 35’, almeno finché benzina ne ha avuta.

Al via non c’era l’acciaccato Julian Wright oltre al solito Garrett Nevels. Cantù parte a scheggia. Corre, costringe più volte Reggio all’errore e, nella bolgia del pala Desio, si regala subito un 5 a 0. Dopo lo stordimento iniziale, la Grissin Bon trova punti dagli esterni e solo da loro fino al 4’ quando White beffa Burns. Della Valle ferisce poi da tre e la fiammata biancorossa vale il 9 pari. La lotta (ed è lotta vera) prosegue ad armi pari in una gara ad altissima intensità. Della Valle sorpassa ma disgraziatamente il vantaggio è l’illusione di un attimo. Cantù è di nuovo lì, mentre sugli spalti gli animi s’infiammano quando un gruppetto di tifosi canturini cerca di avvicinarsi alla curva degli Arsan. Sul finire di quarto, giocato a velocità folle, la Grissin Bon che continua a tirare ad alte percentuali tenta di assestare il colpo. Cantù però la riprende al volo(24-25 al primo gong). Il copione si replica identico pochi minuti più tardi: Reggio vola avanti ma le mani di Culpepper e Burns la fermano. Non solo. Cantù, aggiustate le percentuali, vola pure sul +6. Ma quando il pala sembra esplodere, la Grissin Bon lo gela. Della Valle e White riprendono gli avversari in fuga e da lì, di nuovo, la gara diventa lotta equilibratissima (45 pari all’intervallo).

Di prepotenza, la Grissin Bon infila un 7 a 0 che mette all’angolo Cantù alla ripresa delle ostilità. Solo dopo 3’ abbondanti, Culpepper riesce a sorprendere la difesa biancorossa per il 48-52. La tripla dell’americano dà linfa nuova ai locali che, presto, trovano anche un canestro importante da Thomas. S’è fermata, Reggio, mentre Cantù risale sino a impattare, al 4’, con Burns che infila il cesto che vale il 52 pari. E anche se il celebrato ex Markoishvili ci mette una pezza dall’arco, la Red October si prende il vantaggio con Cournooh. Qui, è una Reggio appannata a essere alle corde. Difensivamente, soprattutto. Al 9’ del terzo quarto, Ellis dice +8 (67-59). Quando la gara sembra ormai destinata a scivolar via, Llompart prova a riprendersela. Ma i tentativi riusciti sono però conditi da errori e Cantù consolida il vantaggio (76-67, autografato da Culpepper). Sfodera i pezzi forti del repertorio, Reynolds. Che riesce a ridurre il gap a 5 punti.

La scintilla non produce però la fiamma e da lì, Reggio progressivamente, si spegne concedendo troppo in difesa e non trovando più la lucidità offensiva per prendere in mano la gara e, con questa, anche le residue, fragilissime, speranze di playoff.

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