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«Grato a Reggio e lusingato dall’Olimpia»

di Andrea Montanari
«Grato a Reggio e lusingato dall’Olimpia»

La guardia biancorossa però frena sull’addio «Niente di ufficiale, voglio onorare la maglia» 

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REGGIO EMILIA. S’è infranto domenica sera sul parquet del PalaDesio il sogno reggiano di disputare per il sesto anno consecutivo i play off.

E persi i playoff, ora Reggio è sul punto di dire addio a Amedeo Della Valle, uno dei principali protagonisti delle cavalcate biancorosse di questi anni. Dopo quattro stagioni da protagonista con la maglia reggiana, le prossime potrebbero essere le ultime partite in biancorosso per Della Valle. Alla finestra sembra già bussare l’Ea7 Milano di coach Pianigiani, il tecnico che lo ha lanciato con la maglia azzurra in Nazionale e che potrebbe portarlo ora all’ esordio in Eurolega. L’esterno smorza le voci sul suo futuro per riportare tutti al presente. E il presente è quello di un campionato da finire con Reggio e un risultato che sfuma dopo una lunga rincorsa fatta di alti e bassi che ha visto la Grissin Bon rimettere in piedi una stagione viziata da un inizio difficoltoso. E non solo. Tante le soddisfazioni arrivate, anche in campo europeo, delle quali è stato uno dei protagonisti. Con la squadra sulle spalle per lunghi tratti della stagione, Della Valle ha provato a dare la sua spinta decisiva anche sul campo della solida Cantù ma la sua prestazione da 28 punti non è bastata.

A fine partita, Amedeo ha fornito la sua versione. Sull’ultimo match e sulla stagione. Il primo pensiero è per la sua prestazione che stavolta non è stata decisiva per Reggio: «Prolungare il mio inizio dal punto di vista realizzativo sulla durata dei 40’ di gioco sarebbe stato impossibile. Gli avversari ti prendono le misure, raddoppiano e diventa molto difficile mantenere il passo – dice – A bbiamo commesso errori troppo importanti per pensare di fare risultato: quasi venti palle perse e altrettanti rimbalzi offensivi lasciati ai nostri avversari. Loro hanno due giocatori tra i migliori cinque per valutazione media in campionato. Non contano solo le statistiche, ma questo è un grande indicatore della loro solidità».

Il bilancio dell’annata. Anche con l’amaro in bocca per la definitiva rinuncia all’ottavo posto, divenuto irraggiungibile con i successi di Bologna e Varese insieme alla stessa Cantù, la guardia della Grissin Bon non perde la lucidità e fa un bilancio equilibrato della stagione reggiana anche in merito al primo obbiettivo dichiarato: la salvezza. «Se si pensa a quella, l’abbiamo raggiunta con sette giornate d’anticipo e sono soddisfatto – dichiara – d’altra parte sono sfuggiti i playoff, ma bisogna notare che tutte le squadre che si qualificheranno sono più forti di noi. Cantù si è dimostrata più forte di noi».

Dopo la Coppa. Una stagione che non si può ridurre in termini d’analisi a un posizionamento insoddisfacente in campionato ma che, nel complesso, deve tenere conto di un lungo percorso in Eurocup. Un’esperienza conclusa in semifinale e che, in termini di energie, potrebbe aver sottratto qualcosa ai biancorossi. Anche in termini mentali, dopo l’eliminazione. «Si potrebbero fare diverse considerazioni, ma bisogna avere chiaro quanto il periodo successivo all’eliminazione si sia rivelato difficoltoso per noi anche a causa di tanti infortuni – continua – Dopo la partenza di Mussini, sono arrivati i miei problemi alla schiena, quelli di Cervi al ginocchio e tanti altri. È stato un momento molto complicato, ma la differenza vera la fa ora non vederci qualificati ai play off».

Il futuro di Adv. «Mi fa piacere ci sia questo interesse per me, ma non c’è stato nessun tipo di comunicazione ufficiale da nessuna delle due parti – conclude – Il mio unico pensiero ora è quello di onorare questa maglia e la città di Reggio Emilia giocando al massimo fino all’ultimo istante. Ho ancora due partite per farlo e per dire grazie ai nostri tifosi».

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