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Palladini avverte la Regia «Il Teramo deve vincere»

di Luigi Cocconcelli
Palladini avverte la Regia «Il Teramo deve vincere»

Il tecnico appena esonerato: «La squadra segna poco ma è in forma fisicamente» Gli abruzzesi sono alla disperata ricerca di punti salvezza: «L’ambiente ci crede»

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REGGIO EMILIA. Teramo-Reggiana, ovvero quando vincere può non bastarti. Domenica prossima al “Bonolis” entrambe le squadre hanno l’obbligo di cercare la vittoria per centrare i rispettivi obiettivi, piazzamento migliore possibile per i granata, salvezza diretta senza passare per i play-out i padroni di casa, con l’orecchio teso alle notizie che arriveranno dagli altri campi.

Il discorso vale soprattutto per il Teramo, cui la vittoria potrebbe non essere sufficiente in caso di pareggio del Gubbio e successi di Santarcangelo e Fano, impegnata a Padova la prima, in casa con il Ravenna ed in trasferta a Fermo le altre due, ma tutte con avversarie che non hanno più nulla da chiedere al campionato. A differenza della Reggiana che può confidare nella voglia di Mestre e Triestina, avversarie di Sudtirol e Samb, di conservare il decimo posto la prima e di acciuffare i playoff la seconda.

Ottavio Palladini, fresco di esonero dal Teramo, avrebbe voluto giocarsela la partita. «Sono cose che nel calcio ci stanno, non mi aspettavo l’allontanamento, ci sono rimasto un po’ male, ma fa parte del gioco, auguro al Teramo di salvarsi».

Mister Palladini, cosa non ha funzionato?

«Sono arrivato a gennaio, non conosco le ambizioni con cui era stata allestita la squadra, a me avevano chiesto di salvare la categoria il prima possibile, non penso che la rosa sia qualitativamente più scarsa di altre, abbiamo avuto dei problemi che hanno finito per pesare».

Può essere più preciso?

«Diciamo che il non riuscire a vincere determinate partite, stare a lungo senza raccogliere i 3 punti finisce per generare apprensione e questo non è mai un bene».

I numeri dicono che forse il tallone d’achille del Teramo è nella fase realizzativa, è uno dei peggiori attacchi del torneo…

«Sì, questo è il limite che ci siamo sempre portati appresso, come la mancanza di continuità nell’arco anche del medesimo match».

In che condizioni lascia il Teramo, la Reggiana sembra ultimamente un poco sulle gambe…

«Se è così buon per il Teramo, perché atleticamente sta bene, da questo punto di vista non ha problemi».

L’ambiente lì com’è?

«C’è delusione, rammarico, ma la gente non ha abbandonato la squadra, nelle ultime partite l’incitamento ed il concorso del pubblico non sono mai mancati, è giustamente carico per una partita da vincere, sapendo che non sarà facile».

Conosce le idee tattiche del suo successore?

«No, non ho avuto modo di parlargli, personalmente non lo conosco, so solo che era il secondo di Asta, darà sicuramente una scossa, ma alla fine sarà una partita dove ben più di tattica o tecnica conteranno le motivazioni, la condizione atletica e mentale».

La Reggiana ha avuto modo di vederla all’opera?

«L’ho vista un paio di volte in televisione, con Bassano, non con il Sudtirol, mi pare poter dire che ha mancato un paio di appuntamenti per fare qualcosa di grande, come struttura e individualità non si discute».

Palladini il campionato scorso era a Sambenedetto, davvero il presidente Fedeli è così, la sparata ultima su Capuano e giocatori è sembrata eccessiva e fuori luogo da parti di chi li aveva scelti, non finisce per destabilizzare l’ambiente?

«Nel calcio ci sono presidente vulcanici, lui è uno di quelli, vuole molto bene alla Sambenedettese ed a volte a caldo, sull’onda di un risultato negativo, va oltre le righe, eccede nei termini, ma è anche una persona molto simpatica, bisogna saperci convivere, calcisticamente parlando, nel bene e nel male».



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