«Ringrazio Reggio Emilia aiutando la Pediatria»
Rimas Kaukenas con la sua associazione benefica in aiuto ai bambini malati
REGGIO EMILIA. La benedizione al suo progetto benefico gli arrivò dal padre, malato di tumore. Da lì, dal dramma personale, il guerriero Rimantas Kaukenas, dopo mille battaglie combattute sul campo ha iniziato ad aiutare tanti piccoli guerrieri impegnati nella battaglia contro gravi malattie, raccogliendo fondi per sostenere loro e le loro famiglie con l’associazione benefica che porta il suo nome “RK Charity”.
L’impegno dell’ex capitano della Pallacanestro Reggiana è presto uscito dai confini della Lituania. E Rimas, legatissimo a Reggio, si è dato da fare per venire in aiuto al reparto di Pediatria dell’ospedale Santa Maria Nuova.
La sua Charity ha infatti organizzato questo weekend un maxi-evento benefico al Ct Reggio, articolato in due step.
Venerdì è andata in scena al ristorante panoramico del circolo un’asta benefica che ha visto ospiti e protagonisti anche dirigenti, staff e giocatori della Pallacanestro Reggiana e, questa mattina, sempre al Ct Reggio, è stata organizzata una manifestazione di sport e giochi riservati ai bambini dai 6 ai 14 anni.
Alle 12.45, lo stesso Kaukenas consegnerà nel campo da calcio del circolo il ricavato dell’evento nelle mani del dottor Sergio Amarri, primario della Pediatria dell’arcispedale cittadino.
«Parte tutto due anni fa - racconta Kaukenas - quando andammo a visitare i bambini della Pediatria e, parlando con i medici, ci siamo resi conto che il reparto aveva bisogno di determinate attrezzature. Per me Reggio è stato un posto speciale, una città dove io e la mia famiglia ci siamo trovati benissimo, e per ricambiare in qualche modo tutto ciò che avevo ricevuto, mi è nata l’idea di organizzare un evento per raccogliere fondi a favore della Pediatria. Lo ritenevo giusto. I soldi che raccoglieremo serviranno ad acquistare attrezzature per la diagnosi che saranno molto utili ai medici. In futuro inizieremo a collaborare con il Grade Onlus per portare medici lituani a formarsi al Core. Purtroppo la medicina in Lituania è ancora piuttosto indietro e sarebbe importante dare questa possibilità ai medici».
Con l’aiuto dei volontari della sua associazione e del circolo tennis, dove Rimas è di casa, è stato possibile dar vita al progetto che ha richiesto mesi per l’organizzazione.
«L’evento al Ct Reggio mi ha dimostrato che ci sono tantissime persone che vogliono aiutarci. Abbiamo scelto il nome “Children for Charity” proprio perché siano i bambini ad aiutare altri bambini. Volevamo che potesse essere per loro un momento di divertimento e, nel contempo, una lezione di vita».
Venerdì sera, nel ristorante panoramico del circolo, s’è svolta la cena culminata con l’asta di maglie e oggetti di grandi campioni dello sport da Cristiano Ronaldo a Valentino Rossi, passando naturalmente per le casacche da gara dei giocatori della Pallacanestro Reggiana Amedeo Della Valle, James White e Riccardo Cervi, con i quali Rimas ha condiviso gioie e dolori in campo.
L’asta ha fruttato oltre 8.500 euro.
Fra i momenti clou della serata anche la consegna di due premi speciali che l’asso lituano ha voluto donare al patron biancorosso Stefano Landi e al sindaco di Reggio Luca Vecchi.
«Ho voluto dare il premio a Stefano - spiega - perché ha aiutato moltissimo la nostra associazione, consegnandoci il premio per la Supercoppa (la donazione ammontò a 50mila euro, ndr). È stato un gesto di grande fiducia da parte di un grande uomo, una delle persone migliori che io conosca. Con quel denaro abbiamo potuto aiutare più di cento bambini. Gli ho consegnato un trofeo a forma di boomerang, simbolo del fatto che se fai del bene questo torna sempre indietro. Lui ha apprezzato tanto e per me è stato molto bello. Meritava un riconoscimento perché, oltre ad aiutare il basket di Reggio e il basket italiano, sta facendo tanto per la beneficenza».
Un premio speciale, Rimas, l’ha riservato anche al sindaco Luca Vecchi che, ormai due anni fa, gli volle consegnare il Primo tricolore. Tanto che, nel mettergli il premio fra le mani dell’amministratore cittadino, ha sottolineato di sentirsi «un lituano-reggiano».
«Luca ci è sempre stato vicino. È sempre rimasto accanto alla Pallacanestro Reggiana, sostenendola e sostenendo noi in questi eventi. Quindi tantissimi ringraziamenti vanno anche a lui».
Che Kaukenas abbia lasciato un pezzo di cuore qui, è palese.
«Non sono tanti i posti dove sono rimasto tanti anni: prima Siena e poi Reggio e, forse, era più difficile vincere qua. La città mi ha dato tanto amore e per me è stato molto speciale, per questo mi sentivo obbligato a spingere il più possibile la squadra e aiutarla a vincere. Peccato non essere riusciti a vincere i due scudetti, cui siamo andati vicino. Però, secondo me, abbiamo imparato qualcosina in questi anni».
Impensabile un futuro nella Pallacanestro Reggiana?
«Sinceramente non lo so ancora. Ufficialmente non mi sono ancora ritirato. Questo per me è stato un anno di pensieri, di valutazioni, di tante cose per capire dove voglio andare. Ancora non sono sicuro al 100% di quello che voglio fare. Il problema - sorride - è che non riesco a rinunciare al campo, però credo anche che a un certo punto io dovrò anche fermarmi. Non posso più portare avanti indietro la famiglia perché diventa difficile ricominciare in un posto nuovo. Nel frattempo studio sport management e sono impegnato con la mia associazione, con la quale organizziamo un evento al mese. Questo, per me, è stato un anno di studio e di progetti, ma qualsiasi scelta di vita farò in futuro, la farò pensando alla mia famiglia».
«Essere allenatore - confessa - sarebbe un sogno. Qualsiasi cosa farò, ci metterò tutto il cuore e tutta la cattiveria, perché solo così si può migliorare, andare avanti e crescere. Se farò qualcosa, lo farò dando il massimo. Come sempre».
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