Gazzetta di Reggio

Sport

Harakiri Reggiana rimontata tre volte

Harakiri Reggiana rimontata tre volte

All’86’ arriva la beffa che spedisce i granata al quarto posto

3 MINUTI DI LETTURA





TERAMO. Pazza Reggiana. Novanta minuti di dominio e pure di black out, di grandi prodezze e disattenzioni clamorose. Non bastano tre gol per conquistare la seconda posizione e la Triestina che all’82’ sbaglia il rigore sul risultato di 1-1 grazia la Samb e nega il terzo posto ai granata. Alla fine tra i due litiganti gode il Sudtirol, che vince col Mestre e mette la freccia.

Alla Reggiana non basta andare in vantaggio tre volte. I padroni di casa non s’arrendono mai, hanno la forza mentale e fisica di reagire ad ogni colpo e sfiorano, nel finale, il clamoroso ribaltone.

E così i giocatori di Sergio Eberini per tutta la partita oscillano tra il secondo, il terzo e il quarto posto. Un’altalena di emozioni in campo e in classifica davvero incredibile che si conclude nel peggiore dei modi.

È una partita folle quella del “Bonolis”. L’entusiasmante 3-3 non fa però comodo a nessuno: la Reggiana perde la piazza d’onore, il Teramo dovrà disputare i play out per mantenere la categoria. Novanta minuti di divertimento assoluto che servono a poco, se non a fare il pieno di rimpianti. Sono scelte forzate quelle di Eberini che deve fare i conti con l’emergenza difensiva, con l’assenza di Bovo e con quella improvvisa di Carlini che salta la sfida perché diventato papà.

L’avvio di gara è (quasi) tutto di marca granata. Manfrin colpisce un palo, gli risponde Ventola con un destro di poco alto prima che Panizzi s’inventi un gran gol con un sinistro che toglie le ragnatele dall’incrocio (19’). Strada subito in salita per il Teramo che deve rinunciare anche a Tulli, fuori per un guaio muscolare, e fatica a trovare idee scontrandosi contro una retroguardia granata che è sì inventata ma anche molto attenta. Zichella allora cambio volto alla sua squadra, torna in campo con due innesti ed Amadio, subentrato a Tulli, fa 1-1 con un diagonale sul quale non può nulla Facchin. Neanche il tempo di festeggiare e riorganizzare le idee che Bobb, dalla distanza, fulmina Calore e ristabilisce le distanze, (ri)mettendo la Reggiana nella migliore posizione possibile in chiave playoff. Ma il Teramo non s’arrende, ha un’anima ed una voglia incredibile di compiere un miracolo sportivo.

Il fallo di mano di Panizzi manda Bacio Terracino sul dischetto per il nuovo pareggio che restituisce vivacità anche ad un “Bonolis” che torna a crederci e spinge la squadra fino alla clamorosa occasione che capita sui piedi di Gondo, con l’ivoriano che calcia clamorosamente addosso a Facchin mancando il vantaggio. Ed ecco che entra in scena la più antica legge del calcio non scritta: gol sbagliato, gol subito. Sul ribaltamento di fronte Altinier e Napoli, due subentrati, costruiscono il 2-3 che sembra chiudere definitivamente la pratica (84’). Primo gol per Napoli che trova modo di sorridere al rientro dopo un lungo stop per infortunio. Esplode la gioia nel settore ospite e sulla panchina granata ma la Reggiana, ancora ubriaca di gioia, subisce l’ennesimo ritorno del Teramo due minuti più tardi quando Ilari, dopo un batti e ribatti in area di rigore, trova il diagonale vincente che vale il 3-3.

Finita qui? Macché. Il Teramo sente aria di impresa, conquista angoli in serie e dagli sviluppi di un corner fa tremare la Reggiana, improvvisamente scomparsa dal campo dopo il tris che sembrava aver garantito un minimo di sicurezza. Gondo salta più in alto di tutti ma il suo colpo di testa si stampa sul palo. Federico Losi

A.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Reggio per le tue notizie su Google