Infortuni, la maledizione di via Agosti
Solo cinque anni fa, quando la squadra si allenava al Mirabello, andò tutto bene
REGGIO EMILIA. Cesarini e soci oggi e domani potranno ricaricare le batterie prima di rituffarsi in clima playoff, nel frattempo lo staff tecnico farà di tutto per riportare in sesto un organico incredibilmente decimato in queste ultime decisive giornate di campionato, che hanno messo in evidenza una squadra in emergenza soprattutto nel reparto difensivo. È noto che per Spanò, operato ai legamenti in seguito ad un contrasto di gioco durante Reggiana-Sudtirol, la stagione è finita. Per quanto riguarda invece la lunga lista di assenti nelle ultime uscite si parla di problemi muscolari ma l’ottimismo sul loro recupero è concreto. Difficile imputare ai tanti acciaccati il calo di risultati che hanno privato il club di Mike Piazza di una posizione migliore in classifica, in un momento della stagione dove si cominciavano a fare calcoli anche su un possibile aggancio alla capolista Padova, quello che però non passa inosservato sono i tanti infortuni che costantemente devono affrontare gli allenatori di turno nelle ultime annate granata. Non solo, perché sotto accusa c’è spesso anche la condizione atletica della squadra, indipendentemente dal periodo dell’anno. Un vero mistero. Sono passati fior di preparatori atletici negli ultimi quattro anni: da Carlo Simonelli nella gestione Raffaele Ferrara a Raffaele Gagliardo braccio destro di Leo Colucci l’anno scorso, da Franco Ferrini a Fabio Martinelli che conoscevamo dai tempi di Alessandro Pane e Loris Dominissini all’attuale Marco Bresciani, scelto dalla triade a gennaio. I cambiamenti non hanno però invertito la rotta. Senza scomodare le enciclopedie del calcio è facile ricordare la famosa semifinale playoff di ritorno a Bassano quando mister Alberto Colombo dovette inventarsi la difesa nella gara più importante dell’anno oppure, l’anno seguente, quando sempre lui si trovò costretto ad inventare Parola, Panizzi e Pazienza come centrali difensivi. Tanti anche gli assenti abituali della passata stagione tra i vari Pedrelli, Marchi, Sbaffo, Trevisan, Rozzio. In questa stagione forse si sono raggiunti numeri addirittura impensabili, basti guardare la distinta di Teramo-Reggiana dove in panchina figuravano solo otto elementi, fra cui due portieri e due Berretti, in una rosa di 24 atleti.
Considerazione a margine: cinque anni fa, nell’era di Alessandro Barilli e Massimo Ienca, l’unico infortunio di una certa entità fu quello di Possenti e la Reggiana si allenava in un Mirabello, agli occhi fatiscente. O l’allora preparatore atletico Alessandro Scaia era un genio oppure si dovrà approfondire lo stato del terreno di gioco dei campi di via Agosti, dove per altro ogni volta che piove si corre ai ripari migrando su strutture sintetiche in giro per la città.(j.p.)
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