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L’addio di Billo al calcio «Vent’anni di emozioni e passione smisurata»

L’addio di Billo al calcio «Vent’anni di emozioni e passione smisurata»

CASTELNOVO MONTI. Castelnovo Monti, Castellarano e Bagnolese, poi Piacenza, Carpineti e Folgore Rubiera: tutto questo senza ovviamente dimenticare le ripetute e gloriose esperienze al Torneo della...

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CASTELNOVO MONTI. Castelnovo Monti, Castellarano e Bagnolese, poi Piacenza, Carpineti e Folgore Rubiera: tutto questo senza ovviamente dimenticare le ripetute e gloriose esperienze al Torneo della Montagna. Sono le tappe della carriera da giocatore di Daniele “Billo” Orlandini, un percorso che domenica scorsa è giunto al termine dopo quasi 20 anni sul rettangolo verde. «Una passione smisurata - ha scritto il centrocampista su Facebook - un amore incondizionato, adrenalina pura, notti insonni, gioie, vittorie, emozioni, obiettivi, voglia di migliorare, voglia di superarsi, allenamenti, sacrifici, viaggi, sconfitte, rabbia, divertimento, entusiasmo, motivazioni, una seconda pelle: ecco cos’è il calcio per me, il football, come lo chiamano gli ingles».

Orlandini, quando ha deciso di lasciare?

«La mia decisione è maturata un paio di mesi fa, quando ho capito che sarebbe stato difficile rimanere competitivo a livello di Eccellenza. Gli impegni legati al lavoro e alla famiglia hanno un crescente rilievo, e i 35 anni iniziano a farsi sentire: dunque ho preferito dire basta piuttosto che trascinarmi o vivacchiare in categorie inferiori».

In tutti questi anni da giocatore, quali sono stati i momenti più gratificanti e le maggiori amarezze?

«Gli avvenimenti felici sono stati parecchi: dovendone scegliere due in particolare, direi proprio i campionati di Eccellenza vinti a Castellarano nel 2005 e a Bagnolo cinque anni dopo. Tra le delusioni, impossibile ignorare la mancata iscrizione del Carpineti al campionato di Eccellenza di quest’anno, poi il mancato approdo del Castellarano in serie C, un obiettivo soltanto sfiorato».

Ha mai avuto offerte dal mondo professionistico?

«Nel 2005/2006, primo anno del Castellarano in D, ero stato contattato dalla Reggiana: poi però la trattativa è svanita nel nulla».

E a proposito di Reggiana, da più parti si vocifera che lei nella prossima stagione sarà tra i tecnici del settore giovanile granata...

«Ne sarei onorato, ma adesso preferisco rimanere piuttosto cauto in merito: prima di qualsiasi altra considerazione, devo iniziare e portare a termine il corso che mi consentirà di avere il patentino da allenatore».

Esiste la possibilità di rivederla in campo al Torneo della Montagna?

«Quest’estate, direi proprio di no: nei prossimi anni, invece, non escludo del tutto la possibilità di disputare alcuni match al Montagna o tra gli Amatori. Anche se non giocherò più in ambito federale, ci terrei a rimanere comunque in buona forma:».

Ringraziamenti da fare...

«Agli allenatori con cui ho lavorato, ai miei compagni di squadra durante gli anni e a tutti i club di cui ho indossato la maglia: ultima ma non ultima la Folgore Rubiera, che mi ha festeggiato in modo splendido». (n.r.)

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