La lunga notte di Amedeo: «A Reggio anni pazzeschi»
Dopo le lacrime del Bigi è arrivato il messaggio di ringraziamento di Della Valle «Con la Grissin Bon abbiamo riempito piazze e unito una città per anni interi»
REGGIO EMILIA. «Da sempre i miei genitori mi dicono di godermi i miei giorni a Reggio Emilia perché è una città speciale. Hanno ragione. I miei anni da ventenne qui non me li potrà mai togliere nessuno». È iniziato con le lacrime e finisce con altre lacrime di commozione, il lungo addio di Amedeo Della Valle a Reggio e alla Pallacanestro Reggiana. Mercoledì sera il bellissimo e vittorioso derby con la Virtus è stato prima di tutto un tributo a un giocatore e a un ragazzo di alto livello, pronto allo sbarco a Milano, destinazione Eurolega e, in contemporanea, un altrettanto doveroso omaggio all’amministratore delegato Alessandro Dalla Salda, diretto proprio a Virtus Bologna.
Tutto il palazzo ha acclamato Amedeo con striscioni e cori, il ragazzo ha reagito lasciando sfogare le emozioni e le lacrime nascoste nella maglietta durante il riscaldamento rimarranno una delle immagini più toccanti della bellissima cavalcata biancorossa di questi anni. Dopo la partita, la seconda parte, con il giocatore immerso fra la folla a guidare i cori, altoparlante in mano. Passata la botta di adrenalina, la commozione è tornata regina, e le classiche interviste del dopo-gara hanno visto un Della Valle con gli occhi lucidi, sinceramente in difficoltà a reggere l’impatto con una serata di impressionante intensità. «Mi ero ripromesso di non piangere alla fine e comunque ci sono andato vicinissimo quando Manu (Markoishvili, ndc) ha fatto fallo perché io potessi uscire dal campo e prendermi gli applausi, mentre all’inizio, prima della gara, non ce l’ho fatta a resistere e sono crollato. Non ero preparato», ha raccontato. La vittoria è stata la ciliegina finale: «Ce lo meritavamo, consideriamo la nostra una grande stagione e chiudere in questo modo, davanti ai nostri tifosi, con la bolgia vera è stato pazzesco», ha ammesso. «Max ci ha dato qualche concetto chiave per questa partita. Il resto l’ha fatta la “garra”, la voglia di vincere. Le motivazioni erano ben diverse: loro giocavano per entrare nei playoff, noi per la gloria da ben tre partite, purtroppo. Ma per noi questa partita era importante e volevamo onorarla al massimo». La partita, per quanto intensa, era però un corredo. Il centro erano questi quattro anni e mezzo vissuti a tutto gas: «Sono tanti, tantissimi i momenti belli – ammette un sempre più commosso Della Valle –, forse la cosa che mi rende più orgoglioso è che sono arrivato tra lo scetticismo generale sul sottoscritto e in questi quattro anni e mezzo abbiamo raggiunto il top insieme. Insieme a questa gente. Farlo con queste persone è indescrivibile».
Uscito dagli spogliatoi, Della Valle è stato piacevolmente assaltato da decine di tifosi grandi e piccoli per l’ultimo giro di giostra con autografi e foto ricordo. Poi, a cena con gli amici più cari conosciuti in questi anni reggiani e – a metà nottata – il messaggio su Facebook, con l’omaggio a Reggio del giocatore e dei genitori. «Un grazie va alla città di Reggio. A tutti voi tifosi, Arsan, occasionali o semplici cittadini di Reggio per averci sostenuto nei momenti più bassi: spero di avervi lasciato anche solo un decimo di quanto avete lasciato voi a me. Mi avete fatto vivere la città ogni giorno, mi avete fatto sentire un beniamino anche nei giorni più difficili, mi avete aiutato a capire che tipo di persone siete. Sono nate amicizie che dureranno per tutta la vita ed ho vissuto momenti pazzeschi. Abbiamo riempito piazze e unito una città per anni interi», è il congedo. Attorno a lui, un web agitatissimo, con gli omaggi al campione e tanti paragoni, non certo benevoli, con altri addii eccellenti del passato, decisamente più turbolenti, vedi Cinciarini e Aradori. (r.t. - adr.ar)
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