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Zanetti: «Allenare a Reggio sarebbe stupendo»

di Andrea Munari
Zanetti: «Allenare a Reggio sarebbe stupendo»

L’ex granata artefice del miracolo Sudtirol: «Siamo partiti male, poi abbiamo trovato solidità»

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REGGIO EMILIA . È stato il timoniere del “miracolo” Sudtirol. Paolo Zanetti, dopo aver guidato la Berretti della Reggiana alle Final Four nazionali nella scorsa stagione, quest’anno si è seduto sulla panchina altoatesina per la sua prima esperienza “tra i grandi”. E la stagione si è conclusa con un secondo posto in classifica che significa miglior piazzamento della storia del club. Zanetti in estate è stato vicino alla panchina della prima squadra granata, prima che la società decidesse di andare avanti con Leonardo Menichini e ora si appresta a disputare i playoff entrando in gioco nei quarti di finale.

Vi siete resi conto di quello che avete fatto?

«Abbiamo fatto un grande campionato, raggiungendo un risultato storico per il club. Siamo cresciuti con il passare delle settimane, trovando grande costanza».

Proprio la costanza nei risultati è stato il vostro segreto.

«Nelle prime cinque gare abbiamo racimolato tre sconfitte, una vittoria e un pari però non abbiamo mai smesso di credere in quello che facevano. La squadra ha trovato solidità e nelle ultime tre partite i nove punti conquistati ci ha permesso di essere davanti a squadre che hanno speso il doppio se non il triplo o il quadruplo di quello che abbiamo speso noi».

Con il trascorrere del campionato è cresciuto anche il gioco.

«All’inizio dell’anno abbiamo subito 13 gol in 5 partite e la difesa sembrava essere il nostro punto debole. Siamo partiti da quello per crescere e nelle restanti 29 ne abbiamo subiti solo 15, finendo la stagione come seconda miglior difesa dietro al Padova. Quello che era il nostro punto debole è diventato un punto di forza e acquisendo sicurezza è aumentata anche la qualità del gioco con i concetti che stavamo proponendo in allenamento».

Avreste preferito giocare subito per sfruttare la scia di entusiasmo?

«No, entriamo in gioco dai quarti di finale e per noi avrebbe voluto dire già essere molto felici di arrivarci perché sappiamo che non è facile. Ora ci giocheremo le nostre chance con la giusta dose di entusiasmo, consapevoli di aver scritto una pagina indelebile del Sudtirol».

Le sue favorite per i playoff? «Come a inizio stagione anche per i playoff si guardano gli organici sulla carta e per questo dico Catania, Alessandria, Pisa, Reggiana e Trapani. Sono tutte squadre “obbligate” a vincere e al momento credo che Alessandria e Catania abbiano qualcosa in più delle altre. La Reggiana però ha le qualità per arrivare fino in fondo».

C’è già chi la vede sulla panchina granata…

«Allenare a Reggio per me sarebbe stupendo perché solo quando ci sei alla Reggiana capisci cosa vuol dire indossare quella maglia. Adesso sono concentrato sulla mia squadra e da Reggio nessuno mi ha cercato. Spero in futuro di dimostrare di poterne essere all’altezza».

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