Inter, voglia di coppa «Con il Sassuolo è una semifinale»
I nerazzurri anticipano in uno stadio Meazza quasi esaurito Spalletti: «Servono tre punti per giocarci tutto con la Lazio»
MILANO. Non c'è mercato o futuro che tengano: Luciano Spalletti e l'Inter sono concentrati soltanto sulla sfida con il Sassuolo di stasera a San Siro. Una partita che il tecnico nerazzurro, nella conferenza della vigilia ad Appiano Gentile, considera «una semifinale da vincere». «Ci servirà per guadagnarci la finale domenica prossima contro la Lazio».
In ogni caso, la stagione nerazzurra rimane positiva secondo Spalletti. «Rispetto ad un anno fa, siamo molto più vicine alle dirette avversarie - ha spiegato, numeri alla mano -. A 180' dalla fine siamo ancora con il destino nelle nostre mani, ad agosto ci avrei messo la firma». Il voto al tecnico? Una «sufficienza piena, importante: c'era da colmare una differenza con molti club, ora siamo molto vicini ad essere una squadra molto forte», ha ammesso Spalletti. Intanto però c'è da pensare alla sfida con il Sassuolo: l'Inter ha bisogno di una vittoria per continuare a sperare nella qualificazione alla Champions League. Ma le distrazioni esterne, tra voci di mercato e altro, non hanno toccato l'Inter negli ultimi giorni: «Ho visto la squadra allenarsi nella maniera corretta, è un segno che la testa è solo al Sassuolo - ha continuato -. Per tutto il resto, il bandone è chiuso».
Anche perché la squadra di Beppe Iachini, secondo Spalletti, merita rispetto: «Parlare di goleade è una cosa irrispettosa, e chi usa queste parole manca di rispetto. Sento fare dei discorsi - ha proseguito - che non assomigliano alla realtà del calcio. Questa partita bisogna volerla giocare e volerla vincere, anche solo 1-0». Dribbling secco anche sul tema De Vrij: «Lo farei giocare se fossi Simone Inzaghi? Faccio fatica ad essere Luciano Spalletti, figuriamoci ad essere Inzaghi», ha scherzato il tecnico nerazzurro. Attenzione massima, quindi, verso il Sassuolo. Con la spinta fondamentale anche dei circa 70mila di San Siro, uno stadio che secondo Spalletti «è bellissimo anche quando è vuoto, ma quando è tutto vestito di nerazzurro è come se avesse lo smoking».
Miranda è recuperato (ma il tecnico ha confermato che non sarà rischiato «se ci fosse qualche dubbio che si possa fare male di nuovo», con Ranocchia già pronto), mentre Vecino e D'Ambrosio si riprenderanno il posto da titolari dopo la squalifica. Sempre più leader, invece, Skriniar: «È uno degli uomini forti, destini forti: è fortissimo - l'opinione dell'allenatore interista -, può giocare in qualsiasi squadra del mondo». Serve vincere per potersi giocare la Champions con la Lazio. Missione complicata, ma non impossibile.
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