Giovani subito nella mischia per rilanciare il calcio italiano
REGGIO EMILIA. Dopo anni in cui se ne è parlato come una delle principali soluzioni per rilanciare il calcio italiano, adesso è sempre più vicino il momento in cui verranno costituite le squadre B...
REGGIO EMILIA. Dopo anni in cui se ne è parlato come una delle principali soluzioni per rilanciare il calcio italiano, adesso è sempre più vicino il momento in cui verranno costituite le squadre B delle società che militano nella massima serie.
A darne l’annuncio pochi giorni fa è stato lo stesso subcommissario della Figc Alessandro Costacurta, confermando che dalla prossima stagione prenderanno vita anche le squadre B, che disputeranno il campionato di serie C e prenderanno il posto di quelle formazioni che al 30 giugno non avranno completato l’iscrizione al prossimo campionato (una situazione questa sempre più frequente nelle ultime stagioni della terza serie). L’idea del subcommissario della Figc è stata smentita pochi giorni dopo dallo stesso presidente della Lega Pro Gabriele Gravina, il quale avrebbe voluto prendere in considerazione l’ipotesi della partecipazione delle squadre B al campionato di terza serie solamente dalla stagione 2019/20. Parere contrario espresso anche dal presidente del Napoli Aurelio De Laurentis che negli scorsi giorni ha detto che «in serie C ci si prende a calci invece di giocare a calcio». La situazione è destinata probabilmente a far discutere ancora a lungo, anche se l’aspetto principale per i club che già partecipano al campionato di serie C è capire se le squadre B saranno formazioni che partecipano a tutti gli effetti, con possibilità di essere promosse e retrocedere. Alcune società e i tifosi delle squadre di C temono che lo strapotere dei grandi club possa penalizzare le realtà locali. Quel che è certo ad oggi è che nei principali campionati europei le squadre B hanno fatto crescere grandi talenti, basti pensare solamente alla Spagna dove in quella del Barcellona hanno giocato elementi del calibro di Leo Messi, Xavi e Iniesta solo per citarne alcuni. Anche in Inghilterra, Germania e Francia le squadre B sono realtà già da diversi anni e hanno permesso ai giovani di crescere. (a.m.)
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