Troppi addii, è rivoluzione inseguendo la Champions
Basket Serie A: la Grissin BOn riparte dal trio Candi-Cervi-De Vico, il rebus Mussini I big Reynolds e Markoishvili verso altri lidi, White e Llompart potrebbero restare
REGGIO EMILIA. Chi viene e soprattutto chi va. A bocce ormai ferme, sembra proprio che Pallacanestro Reggiana sia chiamata ad affrontare un’altra piccola rivoluzione dopo quella di dodici mesi fa, conclusione del glorioso ciclo italiano. L’addio di Della Valle è il primo, molti altri seguiranno, fra legittime scelte personale e altrettanto legittime scelte societarie. A oggi si parte da Candi, De Vico e Cervi, un piccolo nucleo tricolore su cui poggiare basi rinnovatissime. La novità forse più pesante è quella societaria, con l’addio di Dalla Salda.
INCOGNITA-COPPA. E a oggi sono da definire risorse economiche e ambizioni, dopo un anno pesante per le casse biancorosse. Con una grande incognita, le Coppe europee. Che portano prestigio, capacità attrattiva ma pure altri esborsi. L’Eurocup sembra ormai destinata a diventare un ricordo passato: Torino è la principale candidata italiana per ricevere una wild card. Non sarebbe invece da escludere a priori l’ipotesi della Champions Fiba. Una wild card è già praticamente assegnata a Bologna, è vero, ma vi sono altri due posti sicuramente disponibili, senza parlare di una possibile seconda wild card per l’Italia. E va ricordato che almeno tre squadre impegnate ai playoff, e quindi davanti a Reggio nella lista di merito, ci penseranno bene prima di affrontare una Coppa. Varese, Cantù e Cremona hanno lavorato bene in economia, una competizione continentale è un sacrificio per le casse.
TRIO ITALIANO. E mentre si guarda all’esterno, si pensa anche all’interno, alla rosa della Grissin Bon. Della Valle è già altrove (Milano), Candi, De Vico e Cervi non andranno da nessuna parte. Per tutto il resto si naviga in mare aperto. Questo non vuol dire smobilitare, anzi. In questi anni Reggio ha sempre puntato sulla continuità, nei suoi minicicli; ora una base va ricostruita, forse con un’identità meno italiana, ma ci sono esempi di formazioni rimaste ad alto livello con punte straniere e gli italiani a dare identità: Avellino, Sassari, Trento, la stessa Venezia campione d’Italia. Si può fare. E si partirà dai perni di domani, Candi e De Vico. Loro non si muovono e l’anno prossimo avranno ancora più responsabilità. Dopo un inevitabile fase di ambientamento – e nel caso di De Vico dopo diversi guai fisici – si sono conquistati spazi e peso. Sono due lottatori che se ne fregano, in senso positivo, di chi hanno di fronte, e non a caso sono già fra i prediletti dai tifosi. Candi in Eurocup ha giocato difensivamente come un veterano, De Vico ha sempre risposto nei momenti difficili. Sono attesi a grandi progressi tecnici, spazio ne avranno.
Al loro fianco ci sarà quasi sicuramente capitan Cervi, a meno di maremoti difficili da immaginare. Qui il tema è prima di tutto sanitario, giocatore e società dovranno decidere come muoversi, a oggi neppure un intervento chirurgico è escluso dalla lista, per capire cosa fare e le tempistiche necessarie.
IL REBUS REGISTI. Il regista Bonacini potrebbe essere mandato a fare esperienza, e in A2 e B di sicuro ha estimatori. Dopo l’addio amarognolo, il destino di Mussini è tutto da disegnare. Menetti vorrebbe almeno fare un tentativo, il giocatore sembra intenzionato a cambiare aria. Gli equivoci tattici dell’anno appena concluso andrebbero chiariti. In A2 sta facendo bene, al piano di sopra il tema è la tenuta fisica in difesa.
WHITE E LLOMPART SOLIDI. In questo quadro di incertezza, avere una garanzia sotto canestro non sarebbe male. E la garanzia principale di solidità si chiama James White. Con gli anni si è trasformato in un “4” efficacissimo anche se non spettacolare, presente in difesa con letture e fisico e sempre capace di far male in attacco. E a Reggio sta bene: dopo tanti appelli sui social per tornare in biancorosso è stato accontentato. I temi sono due, l’ingaggio (è tornato ad avere buon mercato) e la presenza di una Coppa europea. Affidabile lo è senza dubbio Pedro Llompart. Se arrivassero sirene dalla Spagna, sarebbe difficile tacitare la voglia di tornare a casa, ma Reggio ha comunque buone carte, visto che giocatore e famiglia si sono ambientati ottimamente e anche a livello economico ci sono margini.
STRANIERI IN USCITA. Prima di fare scelte sugli stranieri, la società e con essa in ds Frosini potrebbe però essere costretta ad attendere parecchio prima di avere le idee chiare. Da qui il rischio di vedersi soffiare big come Markoishvili, nel mirino della Virtus Bologna vicinissima al suo ex coach ai tempi di Cantù Andrea Trinchieri. Bologna gli offre disponibilità economica, la Champions quasi sicura e un allenatore di cui si fida oltre a un ambiente cittadino accogliente. E un ruolo da chioccia su vetrina europea che a Reggio gli è garbato parecchio. Dopo mesi farciti da prestazioni devastanti, le doti di Reynolds sono ormai di dominio continentale e già il Barcellona ha iniziato a interessarsi. Inevitabile, per un atleta di primissima fascia che ha pure fatto vedere mani buone e una grande crescita ai tiri liberi (dettaglio non da poco per un lungo). È addio certo anche con Julian Wright. L’ingaggio elevatissimo lo rende un “sacrificio” per il bilancio, e non ha mai avuto la continuità richiesta per ripagare lo sforzo. Anche se i picchi resteranno indimenticabili. L’altro Wright, il play Chris, sembra lontano. Si sono visti i pregi e i difetti, è chiaro che ha bisogno di un certo tipo di squadra e di gioco per rendere al meglio, e il suo è il ruolo in cui il mercato americano offre di più a prezzi contenuti. Infine, Nevels. Il congedo anticipato non è necessariamente il segnale di una rottura, le doti offensive sono palesi così come la necessità di impiegarlo come guardia, senza troppi obblighi di regia, per vederlo rendere.
Un eventuale rientro di Mussini ad esempio lo taglierebbe fuori: impossibile presentarsi con due guardie minute e sotto ai 190 centimetri.
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